Golpe fallito, Berlino: “Dubbi sul ruolo di Gulen”, la replica di Ankara: “Sono ciechi o sordi” Nuovo duello a distanza tra Turchia e Germania. Il ministro turco della Difesa: "Viene da sospettare che dietro il colpo di Stato ci siano loro"

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Prosegue la polemica a distanza tra Turchia e Germania. A parlare stavolta  il ministro della Difesa di Ankara Fikri Isik, che ha commentato le dichiarazioni allo Spiegel del capo dei servizi segreti tedeschi, Bruno Kahl, il quale sosteneva di non avere certezze sul presunto ruolo della rete gulenista nel fallito colpo di Stato del 15 luglio. “Se la persona che è alla guida dei servizi di intelligence della Germania dice ‘non sappiamo chi ci sia dietro il tentativo di colpo di stato’ (in Turchia) – ha detto Isik – o è cieca, o è sorda oppure sente il bisogno di nascondere i sospetti”. Dichiarazioni come questa, ha aggiunto, sollevano dubbi sulla Germania, e ci fanno chiedere se non ci sia stata la Germania dietro il golpe”.

Intanto il governo tedesco, secondo quanto affermato dal suo portavoce Ulrike Demmer, “osserva attentamente gli sviluppi della situazione” turca perché “i confronti con il nazismo sono inaccettabili, in qualsiasi forma avvengano”. Parole che fanno il paio con quelle del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, “si tratta di un’offesa inaccettabile a un Paese democratico che garantisce tutte le libertà” ha scritto su Twitter. Nel suo ultimo intervento pubblico Recep Tayyip Erdogan aveva sostenuto che Angela Merkel avesse oltrepassato il segno e aveva rinnovato le sue accuse di “pratiche naziste” dopo le limitazioni imposte dall’esecutivo teutonico ai comizi di esponenti di Ankara in Germania per promuovere il presidenzialismo in vista del referendum di aprile.

Nel frattempo escono nuovi dati sul giro di vite inferto da Erdogan in Turchia. Sono oltre 2 mila le persone arrestate in operazioni antiterrorismo condotte nell’ultima settimana in nel Paese. Lo rende noto un bollettino del ministero dell’Interno. La maggior parte dei sospetti (999) è finita in manette in 230 blitz contro il Pkk curdo. Arrestati anche 966 persone per supposti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre operazioni hanno portato all’arresto di 70 sospetti membri dell’Isis e 28 militanti di gruppi di estrema sinistra.

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