Elezioni Spd, plebiscito per Schulz: “E’ l’inizio della conquista della cancelleria” L'ex presidente del Parlamento europeo, che nella giornata di ieri è stato eletto come leader del partito, si è aggiudicato il cento per cento dei voti

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“E’ l’inizio della conquista della cancelleria”. Così Martin Schulz ha commentato l’esito della votazione dei socialdemocratici tedeschi che all’unanimità lo hanno eletto presidente del partito. Infatti l’ex presidente del Parlamento europeo, che nella giornata di ieri è stato eletto come leader del partito, si è aggiudicato il cento per cento dei voti. Finora il record dei consensi era stato segnato da Kurt Schumacher che nel 1948 ebbe lo stesso incarico con il 99,71 per cento dei voti. Battuto oggi, con 605 voti su 605 a favore di Martin Schulz in una votazione pubblica, per alzata di mano.

Schulz e la conquista della cancelleria

“L’Spd deve diventare il partito più forte e io cancelliere“, ha dichiarato Schulz in un discorso di circa 75 minuti, accolto con un ovazione della platea. Giustizia, rispetto e dignità, sono i punti cardine su cui l’ex presidente del Parlamento europeo punterà per raggiungere il suo obiettivo. “Il dovere di un cancelliere è tenere insieme un’Europa forte, attraverso una Germania forte – ha dichiarato mostrando tutto il suo spirito europeista -. La Germania e L’Europa sono inseparabili“. Inoltre, rivolgendosi a tutti i tedeschi, il leader dei socialdemocratici ha rinnovato la promessa di un’istruzione completamente gratuita, di colmare il divario fra gli stipendi di donne e uomini e di voler procurare più posti di lavoro stabili.

Linea dura per la politica estera

Nel suo discorso al termine della votazione interna al partito, Schulz ha ribadito di voler mantenere il “polso duro” per quel che riguarda la politica estera. Pesanti critiche sono piovute nei confronti del presidente statunitense, Donald Trump, per il suo rapporto con la stampa. “Chi indica la stampa come bugiarda, e ha un rapporto selettivo coi media, mette a rischio le radici della democrazia, che sia un membro di Pegida o il presidente degli Usa”. Non è stato risparmiato neanche Erdogan al quale, secondo Schulz, “bisogna dire che così non va”, riferendosi ai recenti attacchi che il presidente turco ha rivolto a Germania ed Olanda.

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