Arriva l’esposizione Acs “I cristiani perseguitati”: le immagini dell’odio in mostra a Milano Dal 21 marzo al 21 aprile, fotografie e reportage costituiranno il nucleo della retrospettiva, volta ad aprire nuove finestre sul dramma delle minoranze oppresse

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i cristiani perseguitati

Proporre un istruttivo focus di circa un mese sul dramma vissuto dai cristiani in zone del mondo soggette a opprimenti regimi fondamentalisti: questo l’obiettivo della mostra “I cristiani perseguitati”, promossa e curata dalla Fondazione pontificia Acs (Aiuto alla chiesa che soffre) con il patrocinio della Regione Lombardia, e allestita presso lo Spazio espositivo di Palazzo Lombardia, a Milano. Fotografie, reportage e immagini di varia natura della dura realtà delle persecuzioni costituiranno il nucleo dell’esposizione, organizzata con lo scopo di indurre il pubblico a sviluppare una maggiore consapevolezza sull’argomento: “E’ una mostra ma noi l’abbiamo concepita come un percorso basato sull’esperienza – ha spiegato in un comunicato il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro -. Le foto dei venti pannelli sono eloquenti, e permettono di farsi un’idea realistica della vita quotidiana di chi è oppresso da formazioni terroristiche o da regimi autoritari”.

Cristiani oppressi nel mondo

L’inaugurazione coinciderà con l’inizio della primavera, il 21 marzo. La retrospettiva si protrarrà poi fino al 21 aprile successivo: esattamente 30 giorni per confrontarsi con le immagini di vita vissuta che ben rispecchiano le dolorose conseguenze dell’odio e della discriminazione etnica e religiosa perpetrata ai danni delle minoranze cristiane, specie in Paesi a forte maggioranza islamica, nel Medio Oriente soprattutto ma anche in Africa e in altre nazioni dell’Asia: “Iraq e Siria, Egitto e Pakistan, Nigeria e Sudan, Arabia Saudita e India, Indonesia e Corea del Nord, Cina ed Eritrea: un planisfero della persecuzione e della discriminazione, luoghi del martirio cristiano dei nostri giorni. Ma siamo andati oltre i pannelli, e abbiamo ideato anche uno spazio in cui ogni visitatore potrà ritrovarsi letteralmente negli scenari dell’orrore. Lo scopo è farsi un’idea concreta di quanto accade a tante comunità cristiane nel mondo”.

Un ponte oltre l’odio

Una mission fondamentale in quanto, spesso, è proprio la disattenzione del mondo a rendere sconosciuto il martirio perpetuo di quella parte di popolazione di fede cristiana costretta a professare la propria confessione in contesti di restrizione discriminatoria. E, a tal proposito, la mostra si propone non solo di fornire al pubblico uno spunto informativo o i dettagli visivi di quanto accade, ma si costituisce anche come un evento utile per costruire nuove e feconde vie di collegamento non esclusivamente spirituale tra le comunità cristiane d’Occidente e d’Oriente: “Noi informiamo e sensibilizziamo, ma, come Fondazione impegnata ormai da 70 anni nella realizzazione di progetti, operiamo sempre per sostenere concretamente i cristiani che soffrono. Ci auguriamo che questa mostra possa rappresentare un ulteriore ponte, ideale ma concreto, fra la comunità occidentale e quelle delle nazioni in cui la violazione della libertà religiosa è più grave”.

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