Mosul, circondata la Grande Moschea: luogo simbolo dell’ascesa dell’Isis Sempre più vicina la sconfitta del Daesh nella grande città irachena. Nel 2014 al Baghdadi proclamò la nascita del Califfato parlando all'interno dell'edificio sacro

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Le truppe irachene si trovano a poche centinaia di metri dalla Grande moschea di Mosul, nell’ovest della città, dove Abu Bakr Al-Baghdadi proclamò il califfato dell’Isis, nel 2014. Secondo quanto riferisce l’iraniana Press Tv, che cita il capo della polizia federale iracheno Raed Shaker Jawdat, le forze lealiste si trovano vicinissimi al minareto al’Hadba (“il gobbo”) e alla grande moschea di Nuri, nella parte vecchia della città dopo aver affrontato violenti scontri con i miliziani dell’Isis.

Il capo della Polizia ha aggiunto che la moschea è ora completamente circondata e che droni iracheni stanno monitorando i movimenti dei miliziani nella zona, combattendo casa per casa. E mentre i combattimenti tra le forze di Sicurezza e gli estremisti si stanno intensificando, migliaia di iracheni sono riusciti a fuggire dalle aree ancora sotto controllo del Califfato.

La moschea è situata nel centro di Mosul, la “Città vecchia” è l’ultima roccaforte dell’Isis nella metropoli. e forze irachene hanno lanciato lo scorso 19 febbraio l’operazione per riconquistare la zona occidentale di Mosul, l’area più densamente popolata della città ancora in mano all’Isis, nell’ambito dell’offensiva contro i jihadisti avviata lo scorso ottobre.

Mosul è la principale roccaforte del sedicente Stato Islamico in Iraq e. L’offensiva per la riconquista è scattata lo scorso ottobre. Dopo lo sprint iniziale, la penetrazione nel centro abitato si è rivelata più difficile del previsto e ha rallentato l’avanzata. Un nuovo attacco è iniziato a gennaio. Nelle scorse settimane Abu Bakr al Baghdadi, leader indiscusso dell’Isis, avrebbe ammesso la sconfitta ai suoi luogotenenti e sarebbe fuggito. Dopo aver strappato ai jihadisti zone strategiche, come i palazzi governativi e alcuni ponti sull’Eufrate, le truppe regolari hanno circondato il nemico, ormai in trappola. L’avvicinarsi della disfatta ha creato tensioni all’interno del Daesh. Tra venerdì 10 e sabato 11 marzo un gruppo di tunisini, scontento per la riduzione della paga, ha tentato di ammutinarsi per prendere il controllo della città.

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