Consip, il Senato conferma la fiducia a Lotti: respinta la mozione del M5s I no alla sfiducia sono stati 161. Il ministro dello Sport: "Messa in discussione la mia moralità"

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Con 161 no, 52 sì e 2 astenuti il Senato ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Luca Lotti presentata dal Movimento 5 Stelle.

“I fatti sono chiari. Non ho mai avvisato l’ingegner Marroni né nessun altro di un’indagine su Consip né gli ho mai passato alcune informazione di indagine. Mai. Sostenerlo significa incorrere nel reato di calunnia. Questa presunta rivela rivelazione non c’è mai stata” aveva detto Lotti prima del voto. La richiesta dei Cinque Stelle, aveva aggiunto: “mette in discussione quanto ho di più prezioso: la mia moralità prima che il mio ruolo politico. Con molta umiltà mi rivolgo a voi per respingere con determinazione questo tentativo”

Secondo il ministro sarebbe in atto “un tentativo di colpire me non per quello che sono, ministro dello Sport, delega preziosa e cruciale di cui ringrazio Gentiloni e Mattarella, ma per quello che nel mio piccolo rappresento: si cerca di mettere in discussione lo sforzo riformista di questi anni cui ho preso parte partendo da Firenze. Non si può cercare di liquidare quell’esperienza attraverso la strumentalizzazione di un’ indagine giudiziaria che farà il suo corso”.

Lotti aveva spiegato di aver fiducia “nel sistema giudiziario” e si era detto certo “della verità”. “Vorrei che l’accertamento fosse più rapido – ha proseguito – ma ho imparato ad avere pazienza, a sapere che il tempo è galantuomo, accetto le strumentalizzazioni a testa alta e a viso aperto: a chi sputa sentenza dico ‘vi aspettiamo in tribunale”. Tre anni fa, aveva sottolineato, “questa legislatura nasceva con grandi difficoltà e io me lo ricordo perché 4 anni fa nasceva il mio primo figlio. Non sono mai venuto meno al giuramento di servire l’Italia con disciplina e onore, chi mi conosce sa che è la verità, forse difendersi dalle strumentalizzazione fa parte delle regole di un gioco forse barbaro ma noi respingiamo l’idea di fare di un’Aula una gogna mediatica senza uno straccio di prova”.

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