I DANNI DEVASTANTI DELLE SEDUTE SPIRITICHE

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Il caso delle sedute spiritiche utilizzate da sedicenti maghi a Torino per violentare una studentessa con la scusa di togliere il malocchio fa tornare l’attenzione sui rischi legati all’occultismo. Cosa si intende per spiritismo? Quell’insieme di fatti e di dottrine su di essi fondate che affermano un’evoluzione progressiva, nel tempo e nello spazio, di quella parte spirituale dell’uomo che sopravvive alla morte corporale. Il medium sarebbe l’individuo dotato di particolare sensitività, idoneo a fungere da tramite con l’aldilà mediante la cosiddetta trance medianica, che alcuni studiosi indicano come “una crisi narcolettica sonnambulica con dissociazione psichica della personalità”, altri come “una sorta di sonno ipnotico”. Il medium in stato di trance sarebbe in contatto con un’entità, il cosiddetto “spirito guida“, generalmente l’anima di un defunto. Tale essere è il prodotto della creatività del medium, ossia di una personalità multipla e dissociata.

Va rilevata la confusione che spesso si ingenera tra coloro che hanno il dono della veggenza, e quindi sono riconosciuti come mistici, e coloro che invece impongono subdolamente una propria “professione” di ciarlatani, menzogneri, alleati del maligno. Tale categoria di occultisti viene palesemente pubblicizzata in molte emittenti e giornali locali, sfruttando così la fragilità delle persone che attraversano particolari stati di sofferenza e difficoltà.

Lo spiritismo si caratterizza per un certo tipo di fenomenologia che va dai raps alla scrittura automatica, dalle “materializzazioni” e “smaterializzazioni” di spiriti, oggetti, persone o membra di esseri viventi, alle voci e musiche dirette, dalla telecinesi alla levitazione alla telepatia, dalla chiaroveggenza alla precognizione. Il vero centro della “religione” spiritistica non è Dio ma l’uomo: tutto ciò che gli spiritisti chiedono ai defunti che si presenterebbero alle sedute dovrebbe servire, in ultima analisi, all’uomo, alla sua esistenza terrena, a fugare le preoccupazioni e le ansie che disturbano una vita serena.

La Chiesa Cattolica ha preso posizione in diverse occasioni e in maniera inequivocabile contro lo spiritismo, i cui insegnamenti sono in contrasto con la dottrina cattolica, come ricorda il catechismo. Riguardo all’atteggiamento della Chiesa nei confronti degli spiriti, si possono fare due considerazioni. La prima è che i demoni esistono: sono esseri angelici, creati buoni da Dio, e diventati cattivi per loro volontà. La seconda è che le reali o presunte manifestazioni di spiriti derivanti da evocazioni sono sempre negative e spesso non immuni da intervento diabolico.

Lo spiritismo non è una pratica innocua, come dimostrano, al di là dei fatti di cronaca, le tante vittime con problemi di equilibrio mentale e turbamenti nella vita morale e spirituale. Numerose sono le testimonianze di persone che in momenti difficili della vita, spesso dopo la perdita di un parente prossimo, si sono rivolte a sedicenti gruppi gestiti da medium che promettevano il contatto con il defunto. Talvolta a condurre verso queste pratiche c’è la curiosità, la lettura di libri di occultismo, la frequentazione di maghi e cartomanti, l’acquisto di talismani, l’utilizzo di certi giochi (soprattutto nelle nuove generazioni), la speranza di migliorare il proprio status lavorativo. Nella maggioranza dei casi si tratta di esperienze molto costose da un punto di vista economico che possono diventare il trampolino di lancio per riti di carattere espressamente satanico.

A volte i partecipanti alle sedute spiritiche accusano malesseri, insonnia, disturbi di natura fisica e psicologica, oltre che spirituale; avvertono presenze invisibili, irrequietezza, nervosismo, instabilità emotiva, attacchi di panico, depressione, incapacità di relazionarsi con gli altri e di condurre una vita normale. Nei casi più gravi si riscontrano schizofrenia e tendenze suicide. Ma spesso queste persone riescono a trovare la stabilità e la tranquillità perdute affidandosi a un sacerdote ed entrando in modo più attivo nella Chiesa attraverso la partecipazione a gruppi di preghiera.

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