Alitalia: Montezemolo si dimetterà da presidente, ma resterà nel cda L'addio alla direzione del gruppo sarà formalizzata durante il cda del 15 gennaio, decisivo per il nuovo piano industriale

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Luca Cordero di Montezemolo lascerà la presidenza di Alitalia in occasione del cda previsto per il 15 marzo, appuntamento decisivo per la ratifica del nuovo piano industriale. L’attuale numero uno dell’ex compagnia di bandiera dovrebbe però restare all’interno del consiglio di amministrazione. Già a novembre 2016 Montezemolo aveva manifestato la volontà di lasciare la presidenza del gruppo.

La riunione di mercoledì, come anticipato, sarà un crocevia fondamentale per Alitalia. Per attuarlo al meglio il piano si punta anche ad una riorganizzazione del management, con un tandem al vertice della compagnia: l’amministratore delegato Cramer Ball dovrebbe essere affiancato da Luigi Gubitosi (probabilmente nel ruolo di presidente esecutivo), il cui arrivo potrebbe essere deciso nel prossimo board.

Il programma, che il consiglio della scorsa settimana, ha definito “serio e realistico“, ha l’ambizioso compito di far ridecollare una compagnia che, nonostante l’accordo da 1,758 miliardi di euro di due anni e mezzo fa con Etihad, ha archiviato il 2016 con una perdita stimata intorno al mezzo miliardo e si trova ora a fare i conti con una liquidità sufficiente per uno al massimo due mesi.

La manovra, che dovrebbe valere tra 900 milioni e 1,2 miliardi in 5 anni, ridisegna il modello business, dividendo la compagnia in due: una “divisione” per il lungo raggio ed una con una formula “ibrida” sul breve e medio raggio. Il piano si sviluppa sul doppio binario dell’aumento dei ricavi e del taglio dei costi. In particolare su quest’ultimo fronte la sforbiciata potrebbe arrivare fino ad un miliardo entro il 2019, come indicato dal Wall Street Journal. Una cifra che comprenderebbe anche i risparmi derivanti dal costo del personale, attraverso la rinegoziazione del contratto di lavoro e il taglio di posti di lavoro. Questa voce però finora non è stata conteggiata, perché sarà oggetto della trattativa con i sindacati.

Sulla riduzione dei costi (escluso il costo del lavoro) l’ad Ball ha annunciato a gennaio di aver identificato 160 milioni di tagli per il 2017, cifra che ora, dopo le richieste delle banche, potrebbe lievitare fino a 190 milioni. Nell’arco di piano la riduzione dei costi potrebbe arrivare a regime a circa 300-320 milioni. Tutti numeri cui andranno aggiunti i risparmi sul costo del personale. Su questo aspettano alla finestra i sindacati, che dovranno rinegoziare con l’azienda il nuovo contratto e trattare sul delicato tema degli esuberi, che indiscrezioni quantificano tra 1.600 e 2.000. A loro il piano verrà presentato probabilmente la prossima settimana, dopo che sarà stato presentato al Governo, che il 9 gennaio scorso aveva concesso 2-3 settimane all’azienda per un piano “dettagliato e condiviso“.

 

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