Nuove accuse di Ankara a Berlino: “Ha preso posizione sul presidenzialismo, grave errore” Il premier turco Yildirim: "La Germania interferisce con i nostri affari ma otterrà l'effetto opposto". Merkel: "I paragoni col nazismo non sono degni di un partner Nato"

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Non si ferma la polemica tra Turchia e Germania, dopo che Berlino ha negato l’autorizzazione ai ministri di Anakara a svolgere comizi a favore del presidenzialismo sul proprio territorio. Il premier Binali Yildirim ha attacco i tedeschi per aver “preso una posizione” sul referendum. Un “grave errore” secondo il fedelissimo di Erdogan che ha accusato la Germania di interferire negli affari interni di un Paese straniero.

Se Berlino “fosse davvero infastidita” dalla possibilità che al referendum in Turchia vinca il Sì “sarebbe molto grave“, ha spiegato il capo del governo turco. Dopo le accuse alla Germania di “pratiche naziste” da parte di Recep Tayyip Erdogan e la dura reazione della cancelliera Angela Merkel, che ha definito le dichiarazioni del presidente “fuori luogo”, oggi è arrivato un nuovo colpo ai rapporti tra Germania e Turchia. Non solo l’accusa a Berlino di interferenze, Yildirim ha anche dichiarato che le azioni della Germania avranno l’effetto opposto a quello voluto. “I turchi hanno preso nota”, ha attaccato il premier riferendosi al rifiuto di alcuni comuni tedeschi di ospitare i comizi di ministri turchi in vista del referendum sul presidenzialismo del mese prossimo.

Intervenendo al Bundestag, Merkel ha ribadito che “i paragoni col nazismo sono fuori luogo e non degni di un partner della Nato”. Queste affermazioni, secondo la cancelliera, “sono così deprimenti e tristi che non si possono neppure commentare seriamente. E sminuiscono i crimini del nazionalsocialismo, cosa che noi assolutamente non facciamo”. Tali paragoni, ha aggiunto, “non possono essere giustificati neppure con la campagna elettorale. E non sono degni dell’intreccio stretto, che esiste sul piano economico, politico, sociale, e come partner della Nato, fra Germania e Turchia e fra i due popoli”. Merkel ha ribadito la “profonda distanza di opinione su molti punti fra Turchia ed Europa, fra Turchia e Germania“. E ha insistito sulla necessità di una stampa libera, citando ancora una volta i molti giornalisti arrestati in Turchia, fra cui Deniz Yucel, ribadendo l’impegno tedesco per la sua liberazione. La cancelliera ha però anche sottolineato che “non può essere interesse della Germania che la Turchia, che è sempre ancora un partner della Nato, si allontani ulteriormente da noi. Vale la pena impegnarsi con tutte le forze per le relazioni con la Turchia, sulla base dei nostri valori e in piena chiarezza“. Nel suo intervento Merkel ha definito il referendum per il presidenzialismo “a dir poco problematico“, ma ha ribadito che i comizi elettorali dei politici turchi saranno “possibili” in Germania, nel rispetto delle regole generali.

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