Mosul: Daesh vicino alla capitolazione, fugge anche il Califfo Al Baghdadi Secondo il Pentagono il Califfo avrebbe abbandonato la città ormai assediata dalle truppe irachene

622
baghdadi

Dopo aver ammesso davanti ai suoi uomini l’inevitabile sconfitta dell’Isis in Iraq, Abu Bakr al-Baghdadi avrebbe fatto armi e bagagli a sarebbe fuggito da Mosul lasciando le truppe jihadiste orfane della sua guida. Del resto l’incolumità del capo è più importante di una singola battaglia. In ballo c’è molto di più: la stessa sopravvivenza del movimento integralista che sostiene il Daesh dalla Libia all’Afghanistan, passando per Egitto, Siria e Iraq.

A dare notizia della possibile fuga del Califfo sono state fonti del Pentagono. “Al Baghdadi ha probabilmente lasciato Mosul prima che la città e Tal Afar venissero isolate dalle forze irachene“ ha spiegato un responsabile della comunicazione a condizione di anonimato. Ma l’uscita di scena del leader, secondo quanto riferito, non avrà ripercussioni sulle strategie di guerra dell’Isis. Al Baghdadi è più che altro una guida religiosa, il simbolo indiscusso del sedicente Stato Islamico ma “probabilmente non esercita alcuna influenza tattica sul mondo in cui viene condotta la battaglia”.

La fuga del capo è la naturale premessa della disfatta a Mosul. Le truppe di Baghad, dopo aver riconquistato alcuni edifici governativi e due ponti sul Tigri, sono entrate in altri due quartieri occidentali della roccaforte jihadista. “Le nostre forze anti-terrorismo hanno attaccato i quartieri di Mualamin e di Silo, e stanno alzando le bandiere irachene sugli edifici”, ha detto il generale Abdul Amir Yarallah. Intanto altre fonti locali riferiscono che le forze governative stanno cercando di avanzare verso il minareto pendente Al Hadba (“il gobbo”), di epoca medievale, uno dei simboli della città.

Resta da capire dove intenda recarsi Al Baghdadi. Dopo Mosul anche Raqqa, capitale dell’Isis in Siria, è a un passo dalla capitolazione. Stessa sorte toccherà a Sirte (in Libia) dove i militari stanno eliminando le ultime sacche di resistenza. Resta l’Afghanistan dove, però, i suoi uomini combattono una doppia battaglia, non solo contro Kabul ma anche contro i talebani.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS