Corea del Sud, impeachement presidente Park: venerdì la decisione della Corte Costituzionale La procura speciale che ha indagato sullo scandalo ha riaffermato che Park è da considerarsi una sospettata complice di corruzione, ma non perseguibile grazie all'immunità presidenziale

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Con una diretta tv che sembra essere destinata a tenere milioni di persone incollate al televisore, venerdì 10 marzo la Corte Costituzionale della Corea del Sud deciderà sulla sorte di Park Geun-hye, in bilico tra la sua sospensione e il reintegro come presidente della repubblica sudcoreana.

L’impeachment

La Corte Costituzionale è composta da otto giudici. Basteranno quindi solo sei voti a favore per approvare l’impeachment e far rimuovere immediatamente la Park dal suo ruolo. Inoltre, diventerebbe il primo presidente della storia sudcoreana a ricevere una tale accusa. La rimozione della Park come capo di Stato, inoltre, condurrà la Corea del Sud verso le prossime elezioni generali che si dovrebbero tenere nell’arco di 60 giorni. D’altro canto, se l’impeachmeant sarà respinto, la Park sarà reintegrata nel pieno esercizio delle funzioni, esercitate al momento dal premier Hwang Kyo-ahn, fino alla scadenza del suo mandato a dicembre 2017. I media locali avevano ipotizzato un verdetto prima del 13 marzo, giorno di fine mandato di Lee Jung-mi, la presidente della Corte, che farà scendere i componenti del collegio a sette sui 9 totali, visto che un giudice non è stato ancora nominato. La procura speciale che ha indagato sullo scandalo ha riaffermato che Park è da considerarsi una sospettata complice di corruzione, ma non perseguibile grazie all’immunità presidenziale. Giudizio simile è stato espresso dalla procura ordinaria.

 

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