Onu, il dramma dei civili siriani: 66 mila gli sfollati nel nord del Paese, 40 mila dalla città di Al-Bab Le Nazioni unite incrementano di oltre 30 mila unità il numero dei civili coinvolti negli scontri, rispetto alla cifra fornita dall'Osservatorio siriano

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onu al-bab

Sono 66 mila gli sfollati nel nord della Siria, dopo mesi di violenti combattimenti che, direttamente o indirettamente, hanno coinvolto la popolazione delle principali città della zona settentrionale del Paese, ancora martoriato da una deteriorante guerra civile, tra le fazioni governative e i movimenti fondamentalisti, appoggiati dai ribelli del sedicente Stato islamico, che non cessa di manifestare i suoi funesti effetti sui civili. A riportare le cifre del dramma è stata l’agenzia Onu per i rifugiati, particolarmente attenta nel delineare lo scenario delle città di Al-Bab e Tadef dalle quali, complessivamente, sarebbero almeno 40 mila le persone fuggite. A destare maggiore preoccupazione è proprio il piccolo centro di Al-Bab, ai margini della guerra siriana fino al 2013 quando, dopo la sua conquista da parte dell’Isis, si è trasformata in un punto strategico nella via verso Raqqa (roccaforte dei jihadisti e sedicente “capitale” dello Stato islamico). Dopo la sua riconquista da parte dei ribelli siriani, con il sostegno delle forze turche, nel febbraio scorso, la portata del dramma si era già amplificata, coincidendo con il “via” al conteggio delle vittime e degli sfollati dovuti alla violenza fondamentalista, ma non solo.

La denuncia dell’Onu

Nei giorni scorsi, infatti, le Nazioni unite avevano accusato il governo di Damasco di aver utilizzato armi chimiche negli attacchi contro i jiahdisti, nonché di aver distrutto un convoglio di aiuti umanitari nei dintorni di Aleppo e, probabilmente, indirizzato proprio verso Al-Bab. Non si trattava della prima accusa simile rivolta al governo centrale ma, al contrario di quanto richiesto dall’Onu, non è stata applicata nessuna sanzione. La condanna dell’Organizzazione ha riguardato comunque tutti gli schieramenti in campo, con la denuncia di crimini di guerra (tra luglio e dicembre 2016) e deliberati attacchi alla popolazione civile. A destare perplessità è anche l’evidente divergenza esistente tra i numeri riportati dall’Onu (considerati ufficiali) e quelli forniti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, il quale aveva riportato una cifra esattamente dimezzata (circa 30 mila sfollati).

A rimarcare la criticità della situazione siriana, si aggiungono anche i continui combattimenti nella zona est di Al-Bab, nell’area della provincia di Aleppo, dalla quale provengono altri 26 mila sfollati. Inoltre, dopo la liberazione di Palmira, l’avanzata governativa continua e la zona orientale di Aleppo continua a essere teatro di scontri armati mentre, di pari passo, si alza l’asticella di criticità per la popolazione, in particolare per quanto riguarda le donne e (soprattutto) i bambini.

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