Passa la riforma della responsabilità medica: assicurazioni obbligatorie per ospedali e sanitari La Camera ha approvato in via definitiva il ddl con 255 sì. Prescrizione dimezzata per chi fa causa direttamente a un camice bianco

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Assicurazione obbligatoria per medici e ospedali, prescrizione dimezzata se un paziente cita in giudizio un “camice bianco”. La Camera ha approvato in via definitiva la legge che rivoluziona la responsabilità medica. I sì sono stati 255, i no 113, gli astenuti 22.

Si tratta provvedimento che per il sottosegretario alla Salute Davide Faraone “consente all’Italia di colmare un vuoto normativo, tutelando al meglio i pazienti e coloro che lavorano nelle strutture sanitarie”. L’approvazione, per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “rappresenta un altro grande passo in avanti per il nostro sistema sanitario”.

Ogni anno, secondo l’Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici (Ania), si registrano 34 mila denunce per danni dovuti a cure mediche, in particolare nei confronti di ginecologi e ortopedici, una cifra triplicata in 15 anni. E ogni risarcimento si aggira tra i 25 mila e i 40 mila euro, per un valore complessivo di circa 2 miliardi.

“In questi anni, la mancanza di serenità dei medici ha comportato come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva, che pesa sul nostro sistema salute”, commenta il relatore del ddl Federico Gelli (Pd). Per normalizzare la situazione, il testo introduce obbligo di assicurazione per tutti i liberi professionisti e le strutture sanitarie e, soprattutto, depenalizza la colpa medica: il “dottore” che avrà rispettato linee guida e buone pratiche, non risponderà penalmente del suo operato. Pone poi attenzione alla sicurezza delle cure, prevedendo che tutte le strutture attivino monitoraggio e prevenzione del rischio clinico. Inoltre prevede l’istituzione di Centri Regionali per la gestione del rischio e un Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità che, sottolinea il direttore dell’Agenzia per i sistemi sanitari regionali Agenas, Francesco Bever, “consentirà di raccogliere tutti i dati relativi agli eventi avversi, con l’obiettivo di individuarne le cause ed evitare che possano ripetersi”.

Per il cittadino che ha subìto una malpractice, la legge rende più veloce l’indennizzo: potrà infatti rivolgersi direttamente all’assicurazione della struttura, come accade oggi per l’Rc Auto. Se non soddisfatto, potrà agire attraverso la conciliazione obbligatoria o, infine, intentare un procedimento civile contro la struttura, che dovrà dimostrare di essersi comportata correttamente. Ma se il cittadino intenderà rivalersi civilmente anche nei confronti del sanitario, dovrà lui stesso dimostrare di aver subito il danno (inversione dell’onere della prova) e la prescrizione sarà ridotta da 10 a 5 anni. Infine, l’indennizzo del danno avverrà sulla base di tabelle, ovvero con un tetto massimo prefissato, che saranno approvate con il ddl Concorrenza. Punti, questi ultimi due, contestati dal Tribunale del Malato-Cittadinanzattiva, che annuncia un Osservatorio ad hoc per vigilare sulla legge.

Legge in cui, sottolinea il coordinatore Tonino Aceti “non mancano aspetti positivi, in alcuni casi frutti del nostro lavoro, come la possibilità di ottenere la cartella clinica in 7 giorni, mentre oggi ne possono servire anche 90”. Per i deputati M5s, la nuova norma “fa contente soprattutto le società di assicurazione, ma non cittadini e personale medico”. Attesa da oltre un decennio, la norma è accolta con favore dai professionisti. In primis l’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) e la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). Ora, osserva Consulcesi, che tutela i diritti legali dei medici, “i decreti attuativi dovranno tenere conto della necessità di rendere concretamente operativo il riordino della materia“.

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