Allarme del Consiglio dell’Istruzione uruguaiano: “Le scuole rurali chiudono per mancanza di alunni” Ogni anno chiudono nel Paese almeno 10 scuole; quelle rurali sono più a rischio per la transumanza degli allevatori

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Quattro scuole rurali del dipartimento di Cerro Largo (in Uruguay, piccolo stato dell’America del Sud “incastonato” tra due giganti: il Brasile e l’Argentina) corrono il rischio di chiudere per mancanza di iscrizioni. E’ questo un problema attuale sentito in tutta la Nazione: ogni anno chiudono nel Paese almeno 10 scuole.

Secondo i dati del Consiglio dell’Istruzione Iniziale e Primaria (Ceip), infatti, nello Stato sudamericano si contano 1125 scuole rurali frequentate da circa 20mila alunni, una media del 17,7% del totale di bambini iscritti. In 590 scuole primarie, avverte però il Ceip, ci sono meno di 10 alunni per classe; in altre 250 ci sono solo 5 bambini e 30 scuole ne hanno un massimo di 3; infine, in 20 scuole c’è solo un alunno. Nel dipartimento, inoltre, ci sono già 20 scuole rurali senza alunni, su un totale di 85 che funzionavano nel 2011. Del totale dei plessi scolastici, 72 hanno un solo insegnate.

Secondo fonti locali, gli edifici rimarranno comunque aperti perché nella zona c’è una popolazione errante e fino a quando non si verifica che le famiglie non si fermano le scuole non chiudono. Oggigiorno quasi metà della popolazione complessiva dell’Uruguay (poco più di 3 milioni di abitanti) vive nell’area metropolitana della capitale, Montevideo. La densità della popolazione nella parte meridionale del Paese – dove sono ubicate le città più importanti – è sensibilmente più elevata che all’interno, dove invece gli insediamenti sono demograficamente meno consistenti e formati da popolazioni di allevatori nomadi che si spostano durante l’arco dell’anno per la transumanza.

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