Cimiteri ebraici profanati: dopo St. Louis è toccato a Philadelphia

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Prendersela con i deboli è da vigliacchi, ma prendersela con i defunti è un atto ancora più spregevole. Eppure, in America, sta girando una nuova moda xenofoba: quella di profanare i cimiteri ebraici. E’ successo a Philadelphia e la scorsa settimana a St. Louis (in Missouri).

A Philadelphia i vandali hanno danneggiato circa cinquecento pietre tombali, creando dolore e senso di smarrimento tra quanti hanno lì i loro cari. “Perché prendersela con i morti?”, si sono chiesti i familiari dei defunti. Domanda alla quale la polizia locale cerca di dare una risposta aprendo ufficialmente un’inchiesta. Il portavoce del ministro degli esteri israeliano, Emmanuel Nahshon, ha definito la notizia “scioccante e fonte di preoccupazione” ma ha voluto smorzare i toni aggiungendo di avere “piena fiducia” nel fatto che le autorità statunitensi individueranno e puniranno i colpevoli.

I mezzi di informazione locali hanno riportato le immagini dello scempio: centinaia di lapidi, alcune delle quali risalenti a più di 100 anni fa, sono state tagliate in due. L’Anti-defamation League – un gruppo fondato nel 1913 da Bnai Brith in Usa con lo scopo di “fermare, per mezzo di appelli alla ragione ed alla coscienza e, se necessario, rivolgendosi alla legge, la diffamazione nei confronti degli ebrei” – ha offerto una ricompensa di 10.000 dollari a quanti forniranno informazioni utili per l’identificazione e l’arresto dei responsabili.

Ma Philadelphia non è il primo e unico caso. La scorsa settimana più di 100 tombe erano state danneggiate in un cimitero ebraico di St. Louis, in Missouri e, nelle settimane precedenti, ignoti avevano dipinto delle svastiche su automobili, ponti, edifici e sui muri di una scuola elementare dello Stato di New York. Come dice il proverbio: “L’idiozia di pochi fa male a molti”.

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