“Oltre le sbarre”, un ristorante nel Carcere Pratello di Bologna

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Nasce a Bologna “Oltre le sbarre”, un ristorante che potrà accogliere fino a 25 clienti, nel carcere di Pratello. In cucina, 4 giovani detenuti assunti e guidati dallo chef Mirko Gadignani. Il taglio del nastro è previsto per il prossimo autunno. È il piano d’azione di Alfonso Paggiarino, direttore dell’Istituto penale minorile di Bologna, che così commenta il progetto: “Come modello abbiamo InGalera, il ristorante del carcere di Bollate. Naturalmente qui le cose sono diverse: siamo un istituto minorile. Abbiamo avviato l’iter per le autorizzazioni con il Ministero, e anche l’Azienda Usl è al lavoro. Stiamo pensando anche al menu: rispetteremo le tradizioni di tutti, di tutte le religioni. I ragazzi che frequentano il laboratorio hanno anche imparato a fare ottimi biscottini vegani, che ci piacerebbe offrire ai futuri clienti”.

Riabilitare i giovani detenuti

La prigione ha una capienza di 22 persone (al momento sono presenti 19 giovani tra i 16 e i 25 anni), in prevalenza stranieri. I giovani reclusi sono autori, nella maggior parte dei casi, di reati contro il patrimonio. Molti di loro hanno problemi di tossicodipendenza, altri di disagio psichico. Durante il giorno frequentano due laboratori finanziati dalla Regione Emilia-Romagna: uno di edilizia e uno di ristorazione. Sono moduli da 70 ore, retribuiti in base alla frequenza dei ragazzi, che possono arrivare a guadagnare anche 200 euro. “Il laboratorio di ristorazione è gettonatissimo, tutti i ragazzi vogliono partecipare. Devo dire che sono molto bravi: fanno un’ottima pizza – aggiunge il direttore -. L’aspetto su cui noi puntiamo di più è proprio quello della formazione, attraverso la quale possono costruirsi una professionalità da mettere a frutto in futuro”.

I laboratori di restauro

Nel novembre del 2016 sono partiti i primi lavori di restauro della struttura, a partire dal sottotetto, danneggiato dalle nevicate e dal terremoto del 2012. Entro aprile questa prima tranche dovrebbe concludersi, per lasciar posto alla riqualificazione di tutto lo spazio esterno (chiuso dal 2001) che, al momento, “è in condizioni inaccettabili”, come ha sottolineato la consigliera Amelia Frascaroli. “Stiamo per partire con i cantieri – annuncia Paggiarino -, ci sarà un campo da calcetto e uno da basket, una bella area verde dove potranno svolgersi i colloqui, un’area dedicata agli orti, che produrranno ciò che poi sarà consumato a mensa e in trattoria. Se, prossimamente, riuscissimo anche a ristrutturare il secondo piano, potremmo anche portare la capienza a 44 posti”.

Educazione e assistenza

Eppure, per la Garante dei Detenuti, Elisabetta Laganà, il numero degli educatori, 2 full-time, uno part-time, sono “troppo pochi per 19 ragazzi, senza dimenticare che ci sono stati periodi in cui ce n’erano 27. Il personale va implementato. Ho già chiesto all’assessore comunale al Welfare Luca Rizzo Nervo un’integrazione”.

“Vogliamo metterci in gioco per rafforzare il lavoro tra gli educatori e l’assistenza sociale, e vogliamo promuovere lo scambio tra ‘dentro’ e fuori’ – annunciano i consiglieri Andrea Colombo, Raffaele Persiano e Francesco Errani -. Per esempio, abbiamo invitato i ragazzi che possono uscire a partecipare a una sessione del Consiglio, per vedere come si muove la macchina amministrativa. Il direttore è d’accordo: organizzeremo presto. Vogliamo anche potenziare i rapporti con le scuole e gli studenti dell’area della Città metropolitana. In cambio, tutti noi consiglieri abbiamo già ricevuto l’invito per una cena al Pratello, una specie di edizione zero di quello che sarà la trattoria”.

Il restauro del teatro

L’ultimo annuncio del direttore riguarda il teatro della struttura risalente al 1400: “È un’opera meravigliosa, vorremmo ristrutturarla e aprirla al pubblico. Ha un ingresso diverso da quello del carcere, questo faciliterebbe molto le cose in materia di sicurezza e autorizzazioni. I fondi per una sua ristrutturazione possiamo trovarli, ma abbiamo bisogno del sostegno del Comune per la sua manutenzione: e’ un discorso che faremo insieme”.

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