Kim jong-nam, l’esito dell’autopsia: “Ucciso con gas nervino VX” Il VX è classificato dalle Nazioni Unite come arma di distruzione di massa

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È stato un gas nervino illegale ad uccidere Kim Jong-nam, primogenito di Kim Jong-il, ex-leader della Corea del Nord. Il fratellastro dell’attuale leader è morto lunedì scorso mentre si trovava all’aeroporto di Kuala Lumpur (in Malesia).

Responsabili materiali dell’omicidio, sono state due ragazze: Doan Thi Huong, di nazionalità vietnamita e Siti Aishah, indonesiana, le quali avrebbero spruzzato lo spray sul volto di Kim. Le donne, arrestate poco dopo, hanno dichiarato agli investigatori di essere ignare di cosa ci fosse dentro lo spray e che l’azione compiuta nei confronti di Kim doveva essere una candid camera.

Il gas nervino contenuto nella bomboletta è noto come VX. Lo ha reso noto il capo della polizia malese, Khalid Abu Bakar, aggiungendo in conferenza stampa che si sta indagando per accertare come sia stato procurato il gas, una “sostanza illecita” in Malesia.

Il VX è classificato dalle Nazioni Unite come arma di distruzione di massa e la sua produzione e approvvigionamento è stata posta al bando con la convenzione sulle armi chimiche del 1993. La sua presenza è stata rilevata nei tamponi fatti agli occhi ed al volto di Kim. Secondo la polizia, una delle donne arrestate per l’omicidio avrebbe subito lei stessa le conseguenze dell’attacco, sentendosi male e vomitando.

Alla domanda se tutto questo rappresenti per un pericolo per le migliaia di persone che affollano l’aeroporto di Kuala Lumpur, il capo della polizia ha risposto: “Non lo so, non sono un esperto. Porteremo degli esperti lì e ripuliremo l’area e vedremo se c’è ancora qualcosa di radioattivo”. Il VX, infatti, oltre a essere l’agente nervino più tossico, è dotato anche di una certa persistenza nel suolo, fino a 6 giorni.

La polizia locale sta intanto dando la caccia ad altre sette persone, tutte nordcoreane, che sembra siano collegate all’attacco; tra questi, ci sarebbero anche il secondo segretario dell’ambasciata di Pyongyang a Kuala Lumpur e un dipendente della compagnia aerea Air Koryo. Ieri, la polizia ha chiesto all’Interpol di diramare una allerta per quattro nordcoreani che hanno lasciato la Malaysia il giorno della morte di Kim.

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