Alitalia, salta l’incontro tra azienda e sindacati: iniziato lo sciopero di 24 ore La Filt Cgil: "Non ci sono trattative. Discussione avanti senza ultimatum e ricatti". Calenda: "Evitare iniziative unilaterali"

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E’ iniziato lo sciopero di 24 ore di piloti e assistenti di volo di Alitalia proclamato da Anpac e Anpav e dall’Usb Lavoro Privato. Per far fronte alla protesta, la compagnia ha cancellato il 60% dei voli programmati sia nazionali che internazionali, e attivato un piano straordinario che ha permesso di riproteggere oltre il 90% dei passeggeri coinvolti. Anche EasyJet ha fatto sapere di aver adottato una serie di misure operative per minimizzare l’impatto sui passeggeri.

Le parti sociali erano state convocate martedì da Assaereo (l’associazione di Confindustria cui aderisce Alitalia), alla luce dell’incontro di ieri mattina tra l’ad di Alitalia e il ministro dello sviluppo Carlo Calenda. Che i sindacati non fossero intenzionati a tornare al tavolo era apparso chiaro già nella missiva inviata ieri sera ad Assaereo, e per conoscenza ai ministri Calenda (sviluppo), Delrio (trasporti) e Poletti (lavoro), in cui le quattro sigle dei trasporti chiedevano come “indispensabile“, prima di riprendere un confronto sul rinnovo del contratto, che si rimuovesse il tema del ‘Regolamento aziendale’ che dovrebbe entrare in vigore il primo di marzo.

“Smentiamo che oggi vi siano trattative – ha affermato il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo  – la discussione sul contratto va fatta senza ultimatum e senza ricatti. E’ confermato invece lo sciopero del 23 febbraio, dalle 14 alle 18, del trasporto aereo che riguarda Alitalia, le aziende di gestione aeroportuale e di handling, il personale di terra compagnie aeree straniere”.

La mobilitazioneo, spiega Cortorillo in una nota, “è proclamato per protestare contro la situazione di crisi di Alitalia con l’assenza di un piano industriale e la volontà, ancora in atto, di passare dal contratto nazionale ad un regolamento aziendale che rappresenta un fatto senza precedenti e di una gravità assoluta”. Il sindacato chiede inoltre “che l’Inps rispetti quanto le leggi prevedono per il fondo di solidarietà del settore. Troppe lungaggini e troppi ostacoli impediscono ai lavoratori licenziati di avere gli ammortizzatori previsti. È inammissibile che per incapacità e ritardi dell’Inps molti lavoratori siano privi di alcun ammortizzatore integrativo”.

Il ministro Calenda ha invitato a “evitare iniziative unilaterali in un momento così delicato dell’azienda”. Lo sciopero di domani “era incancellabile, anche perché ormai Alitalia aveva già cambiato su altri voli i clienti. Ma la cosa importante è che si ritorni a un modo di lavorare più armonico tra azienda e sindacato, e soprattutto a un confronto”.

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