A San Marino un ddl per abolire l’ora di religione a scuola, le famiglie si oppongono

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Niente più ora di religione a scuola. Al suo posto docenti di un “insegnamento laico”. Una proposta di legge che sta alzando molte polemiche a San Marino, dove numerose famiglia si sono dette contrarie a questa proposta. Come riporta il quotidiano Avvenire, questa proposta prende il nome di “Istanze d’Arengo”, e sono i testi presentati dai cittadini che il Consiglio Grande e Generale di San Marino, ovvero gli organi di governo del piccolo stato situato sugli Appennini marchigiani, è obbligato a discutere.

Tre istanze contro l’ora di religione

Su 19 delle istanze presentate, tre riguardano l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole della Repubblica. Una questione che passa in primo piano anche rispetto alla crisi di conti pubblici (di cui soffre anche il Titano) o alle quote rosa per “riequilibrare la partecipazione politica”. L’arrivo dell in Consiglio ha suscitato numeorise reazioni a catena. Il primo testo (istanza numero 5) chiede che “nella scuola pubblica venga abolita l’ora di religione”. La seconda vorrebbe che le diverse scuole si dotassero “di un insegnante laico alternativo con insegnanti dedicati e inserito strutturalmente nel piano dell’offerta formativa”. Non solo: tale insegnamento “concorra al pari di quello di religione a determinare la media dei voti di fine anno scolastico”. L’istanza numero 7, invece, chiede che “sia la Curia a farsi carico dei costi di tale attività, in termini di stipendio e di future prestazioni pensionistiche”.

Un insegnamento indispensabile

Sul Titano, la frequenza all’ora di religione in tutti gli ordini scolastici, riporta il quotidiano dei vescovi italiani, “è altissima, segno evidente del valore che viene attribuito a questo insegnamento”. Lunedì le aggregazioni laicali della diocesi San Marino-Montefeltro hanno organizzato un incontro, a cui hanno partecipato moltissime persone, intitolato “Religione a scuola? Come e perché”. Un insegnamento ritenuto indispensabile dai relatori per comprendere storia, costumi e valori. “Alle scuole superiori su circa 500 alunni, sono meno di una decina coloro che non si avvalgono dell’insegnamento della religione – ricorda il responsabile dell’Ufficio scuola diocesano, don Gabriele Mangiarotti –. Frequentano anche non credenti e indifferenti”.

La mobilitazione delle famiglie

Immediatamente si è attivata una mobilitazione generale delle tante famiglie di San Marino. Dapprima la richiesta al Consiglio di rigettare l’Istanza d’Arengo, quindi, Federica Achilli, una delle portavoci del gruppo spontaneo di famiglie e genitori, che ha indetto una fiaccolata fino a Palazzo Pubblico, ha spiegato: “Consideriamo l’insegnamento della religione cattolica un valore importante per i ragazzi e la loro crescita. L’eventuale cancellazione sarebbe una perdita per tutta la realtà sammarinese. La religione contribuisce inoltre alla conoscenza delle nostre radici storico-culturali, e della nostra identità legata inscindibilmente al suo Santo Fondatore. Vogliamo farci sentire e abbiamo chiesto di poter incontrare i capigruppo consiliari”.

Il vescovo: “Sono preoccupato, ma fiducioso”

Un’altra fiaccolata ha riunito in serata associazioni e movimenti laicali sempre di fronte al Palazzo. “Sono loro, bambini, ragazzi e giovani, al centro dei nostri pensieri” dicono gli organizzatori. A pronunciarsi sulla questione anche il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Andrea Turazzi, che si è detto preoccupato e fiducioso: “Sono addolorato per le istanze presentate a livello politico ma non tutto il male viene per nuocere. In fondo si tratta di un’ottima occasione per comprendere l’insegnamento della religione e il suo valore educativo e formativo”.

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