Stadio, si va verso lo stop alla Delibera di pubblica utilità. Grillo: “Ok all’impianto ma non a Tor di Valle” Rinviato al 24 febbraio l'appuntamento con Baldissoni e Parnasi. I proponenti: "Non ipotizzabile un sito alternativo"

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E’ slittato a venerdì prossimo il previsto incontro pomeridiano fra Comune e proponenti del progetto Stadio. Ancora un rinvio dunque, con una maggioranza grillina sempre più orientata a varare l’annullamento del decreto di pubblica utilità posto da Marino sul futuro impianto sportivo e commerciale di Tor di Valle. Tra divisioni interne e opinioni divergenti, sembra ora che si stia procedendo verso una strada comune la quale, però, andrebbe a ridefinire nuovamente una situazione dai contorni sempre più indefiniti, all’interno della quale la diversità di vedute risulta piuttosto evidente. Assieme all’incontro con Baldissoni e Parnasi, la sindaca ha posticipato anche la riunione con i consiglieri e Beppe Grillo, durante la quale si sarebbe dovuta percorrere la strada dell’accettazione del progetto, con riduzione drastica delle cubature di cemento. Nulla di tutto questo. L’appuntamento di venerdì diventa a questo punto un preludio all’incontro definitivo del 3 marzo, termine ultimo per l’approvazione. Il leader M5S si è recato in consiglio nel pomeriggio.

I pareri attesi

Secondo quanto riportato dall’agenzia “Adnkronos”, la decisione sarebbe stata presa per “non esporre il Comune a responsabilità”. In sostanza, la posticipazione dell’incontro è stata giustificata spiegando come si sia resa necessaria l’analisi di ulteriori elementi, per una maggiore completezza del dossier. A questo proposito, Raggi dovrebbe inviare le comunicazioni agli uffici competenti, nelle quali si richiederà una presa di posizione in merito, per giungere a una decisione finalmente definitiva, cercando di capire se vi siano o meno i presupposti per intraprendere l’opera a Tor di Valle. In tal senso, di grande importanza anche per i consiglieri in disaccordo sul progetto (giunti ormai a 15 su 29, come riportato dal “Messaggero”), sarà il parere dell’Avvocatura capitolina, in un clima interno sempre più teso su quello che, ormai, risulta essere uno dei nodi cruciali dell’amministrazione capitolina, senz’altro il più urgente da sciogliere.

Ovviamente, gran parte dei prossimi sviluppi dipenderà dalla decisione sul decreto di Marino (datato a un anno e mezzo fa): qualora venisse meno la pubblica utilità, in un certo senso verrebbe meno l’intero progetto stadio. E, a quel punto, resterà da capire come (e quanto) costerà tale decisione al Campidoglio, tra chi sostiene l’inesistenza di cause milionarie e chi, invece, ritiene possibile la richiesta di una penale. Il tutto, mentre la dead-line del 3 marzo diventa via via sempre più vicina.

Grillo: “A Tor di Valle rischio idrogeologico”

Intercettato dai cronisti all’ingresso del Campidoglio, nel quale si stava recando per la riunione con la maggioranza, Beppe Grillo ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’affare stadio: “Questa non è una mia decisione. La risposta la darà Virginia e con lei il consiglio… La Raggi si sta muovendo a scopo cautelativo e farà una dichiarazione tra uno o due giorni: e così si chiuderà questa storia dello Stadio in un modo o nell’altro”. Al termine dell’assemblea, non partecipata dalla sindaca, il leader M5S chiosa sul progetto, sottolineando ai cronisti come “decideranno giunta e sindaco. Nessuno dice di no. Noi diciamo di sì allo stadio, ma da qualche parte che non sia quella, perché c’è un rischio idrogeologico e se poi c’è un’esondazione…”. Evidentemente in disaccordo i proponenti, che tengono a specificare come “dopo 5 anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione nel rispetto di leggi, regolamenti e delibere, non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor di Valle”.

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