Nuovo Rapporto di Amnesty sui diritti umani: crimini di guerra in 23 Paesi del mondo Un bilancio che non migliora rispetto ai numeri già inaccettabili del Rapporto dello scorso biennio

356

E’ stato diffuso oggi il rapporto 2016-2017 di Amnesty International sui diritti umani nel mondo. Il quadro dipinto dai dati raccolti dall’organizzazione non governativa internazionale – il cui scopo è quello di promuovere il rispetto dei diritti sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifiche violazioni – ritrae un mondo sempre più diviso e pericoloso.

Secondo il report, il 2016 si è chiuso con ben 23 Paesi risultati scenario per crimini di guerra e 159 Nazioni in cui sono avvenute violazioni: un bilancio che non migliora rispetto ai numeri già inaccettabili del Rapporto 2015-2016. L’edizione 2016-2017, descrive un anno – quello appena terminato – segnato da politici come Trump, Orbán, Erdoğan, che fanno di demonizzazione, odio e paura alcune delle loro cifre distintive. Senza tralasciare il presidente filippino Duterte, capace di avallare l’omicidio extragiudiziale di circa 5 mila persone da parte di vigilantes in nome di una personale e folle “guerra alla droga”.

Per milioni di persone, si legge nella presentazione al testo edito da Infinito Edizioni, il 2016 è stato un anno di continua sofferenza e paura, poiché governi e gruppi armati hanno compiuto violazioni dei diritti umani nei modi più diversi. Un gran numero di persone ha continuato a fuggire da conflitti e repressione in molte zone del mondo. Tra i problemi maggiormente diffusi, il Rapporto documenta il costante ricorso alla tortura e ad altri maltrattamenti, la mancata tutela dei diritti sessuali e riproduttivi, la sorveglianza da parte dei governi e la cultura dell’impunità per i crimini del passato.

Il Rapporto descrive anche le principali preoccupazioni e richieste di Amnesty International. Mostra inoltre come il movimento dei diritti umani stia crescendo sempre più forte e come la speranza che fa nascere in milioni di persone rimanga una potente spinta in favore del cambiamento.

“Mentre iniziamo il 2017, il mondo si sente insicuro e impaurito davanti a un futuro tanto incerto. Ma è proprio in questi momenti che abbiamo bisogno di voci coraggiose, di eroi comuni che si oppongano all’ingiustizia e alla repressione. Nessuno può sfidare il mondo intero ma ognuno di noi può cambiare il proprio mondo – commenta Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International -. Tutti possono prendere posizione contro la disumanizzazione, agendo a livello locale per riconoscere la dignità e i diritti uguali e inalienabili di tutti, gettando così le basi per la libertà e la giustizia nel mondo. Il 2017 ha bisogno di eroi ed eroine dei diritti umani“.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS