Siria, raid israeliano su un convoglio di Hezbollah. Nessuna conferma da Tel-Aviv L'attacco, come riferiscono fonti locali, sarebbe avvenuto alle primissime ore dell'alba. I caccia avrebbero attraversato lo spazio aereo libanese

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Un raid compiuto dall’aviazione israeliana, avrebbe colpito alcuni presidi dell’esercito siriano ad Al-Katif, nei dintorni della capitale Damasco. E’ quanto riferisce l’agenzia Ansa, citando fonti locali (le quali, a loro volta, fanno riferimento ad agenzie libanesi, in quanto l’attacco sarebbe avvenuto nello spazio aereo del Libano): secondo quanto finora riportato, gli aerei avrebbero distrutto anche un convoglio di rifornimenti, carico di forniture destinate probabilmente ai militanti dell’organizzazione Hezbollah. Il raid è stato messo in atto tra le 3 e le 4 del mattino del 22 febbraio, quando alcuni aerei sono stati notati mentre sorvolavano la zona montuosa di Al-Qutaifa, in Siria. Almeno per ora, Israele non ha rilasciato nessuna dichiarazione in merito, né di conferma ma nemmeno di smentita.

Secondo le testimonianze riportate dai media locali, sarebbero stati almeno sei i lanci missilistici effettuati dai caccia, i quali hanno centrato gli avamposti della Terza Divisione dell’Esercito siriano e alcuni depositi di armi sulle montagne. Stando a quanto riportato, i mezzi che componevano il convoglio hanno immediatamente preso fuoco dopo essere stati colpiti. Secondo il quotidiano “Elnashra news”, i mezzi si trovavano sulla strada che collega Damasco al valico di Masnaa, in direzione di Beirut, mentre le esplosioni sarebbero state udite fino al villaggio di Nahla, dall’altro lato del crinale montuoso.

Nei giorni scorsi, esattamente il 18 febbraio, si sono registrate alcune tensioni politiche fra Israele e Libano tanto che, il presidente libanese, aveva commentato come, nell’eventuale tentativo da parte dei vicini di “violare la sovranità del Libano”, avrebbero risposto “in modo appropriato”. L’11 febbraio scorso, inoltre, parlando alla rete televisiva egiziana Cbc, aveva specificato come le armi appartenenti a Hezbollah siano da considerarsi parte dei mezzi di difesa dello Stato.

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