Mosca punta il petrolio libico, siglato l’accordo tra Rosnef e Noc L'intesa prevede la creazione di un comitato congiunto di lavoro tra i due partner per valutare le opportunità in una serie di settori

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Mosca, attraverso Rosneft, ha espanso la sua sfera d’influenza nell’Africa del Nord con un’operazione “diversamente diplomatica”. Il gigante petrolifero russo, infatti, ha siglato un accordo di cooperazione con la National Oil Corporation (Noc) – ovvero l’ente petrolifero della Libia – che “getta le basi per gli investimenti nel settore petrolifero libico”. L’intesa, fa sapere la Tass, è stata firmata dal presidente della Noc Mustafa Sanalla e da Igor Sechin – ad di Rosneft – a margine della Ip Conference a Londra.

“L’accordo prevede la creazione di un comitato congiunto di lavoro tra i due partner per valutare le opportunità in una serie di settori, inclusi quelli dell’esplorazione e della produzione”, si legge nel comunicato citato dall’agenzia di Stato russa. “L’intesa con la più grande società petrolifera della Russia – ha detto Sanalla – getta le basi per identificare insieme le aree di collaborazione. Lavorando con Noc, Rosneft e Mosca possono svolgere in Libia un ruolo importante e costruttivo. Noi abbiamo bisogno dell’assistenza e degli investimenti delle maggiori società petrolifere internazionali per raggiungere i nostri obiettivi di produzione e stabilizzare la nostra economia”.

Rosneft, benché società quotata in borsa, il cui 19,75% è posseduto dall’angloamericana BP, fa capo per il 50% al governo russo e Sechin è noto per essere un alleato di ferro del presidente Vladimir Putin. Mosca, negli ultimi mesi, ha rinnovato gli sforzi diplomatici per risolvere la crisi libica attraverso il dialogo delle fazioni in lotta, stabilendo contatti sia con il primo ministro Fayez al-Sarraj, capo del governo riconosciuto dall’Onu, sia con Khalifa Haftar, signore della Libia orientale.

La Russia, che prima della caduta di Gheddafi aveva ampi interessi nel Paese, sta cercando – a detta di diversi analisti – di recuperare terreno. La Libia, tra l’altro, è uno dei tre paesi membri dell’Opec esclusi dal tetto alla produzione del greggio deciso dal cartello per sostenere la domanda. Le autorità libiche hanno dunque dichiarato che il piano per il 2017 è quello di aumentare la produzione di 1,7 volte fino ai 1,75 milioni di barili al giorno.

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