Mandrione, coltivava marijuana in un garage-serra: arrestato un 30enne di Palermo Le indagini della Polizia si sono concluse anche con la denuncia a piede libero del complice, un esperto botanico. Sequestrati altri semi e concimi

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serra marijuana

Un semplice controllo, effettuato dal reparto Prevenzione crimini della Polizia di Stato in un appartamento del Mandrione, ha consentito di scoprire una vera e propria serra, adibita in un box auto e accessoriata di impianti di illuminazione ad hoc e appositi sistemi di irrigazione. Fin qui nulla di strano se non fosse per l’esclusività delle coltivazioni, consistenti in una grossa quantità di piante di marijuana. Un’indagine partita quasi per caso, si è così conclusa con l’individuazione di un’ingente produzione di stupefacenti, i quali erano poi piazzati sul mercato dello spaccio dal proprietario della singolare rimessa, un pregiudicato di 30 anni nativo di Palermo.

Fuga nella notte

La vicenda è iniziata più o meno attorno alla mezzanotte del 20 febbraio, quando una pattuglia di poliziotti ha notato un uomo aggirarsi con fare circospetto in Via Marsala, nei pressi della Stazione Termini. Non appena intimato l’alt, il sospetto ha tentato di dileguarsi con il suo scooter, salvo poi abbandonarlo nei pressi del viadotto ferroviario e allontanarsi a piedi. Dalla targa del motorino, i Carabinieri sono riusciti a risalire al proprietario, individuano in breve anche un indirizzo, rivelatosi però sbagliato. A quel punto, le indagini si sono orientate sul web, nello specifico sul social network Facebook, grazie al quale è stato possibile rintracciare il sospetto, il suo luogo di lavoro e la fotografia della sua reale residenza, in zona Mandrione, dove il ricercato è stato intercettato alle prime luci, intento a rincasare.

La serra e il botanico

Nonostante si sia immediatamente dichiarato estraneo a qualunque vicenda, i cani dell’antidroga hanno puntato immediatamente il suo garage, all’interno del quale è stato rinvenuto, nascosto dietro alcune lastre e pannelli, l’illegale vivaio e le sue sofisticate attrezzature da giardinaggio, con tanto di lampade alogene. Il trentenne, a questo punto, è stato tratto in arresto dai poliziotti con l’accusa di detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale (a causa del suo tentativo di fuga). Nel frattempo, le attenzioni dei perquisitori si sono incentrate su un altro individuo residente nello stabile, identificato come il suo complice: si tratta di un esperto botanico, trovato in possesso di una piccola quantità di droga e di numerosi strumenti per la coltivazione. Per il “consulente” dell’arrestato, è scattata una denuncia a piede libero. Gli agenti hanno poi continuato la perquisizione dell’abitazione, sequestrando concimi e altri semi pronti all’uso.

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