Corea del Sud, arrestato per corruzione il vicepresidente della Samsung lee Jae-Yong, a capo della conglomerata sudcoreana dal 2014, è finito in manette per corruzione, frode e spergiuro

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Corruzione, frode e spergiuro. Sono queste le accuse di cui dovrà rispondere il vicepresidente ed erede della Samsung Electronics, Lee Jae-Yong arrestato dalle forze dell’ordine, dopo che la Corte centrale distrettuale di Seul aveva dato il suo ok. A riferire la notizia è l’agenzia Yonhap, con un tweet.

Il caso

Lee era già stato interrogato lo scorso gennaio nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato alla destituzione della presidente Park Geun-Hye, ora sotto impeachment, ma la Corte aveva negato l’arresto agli investigatori, in quanto non aveva riscontrato nessun pericolo di fuga. Dopo l’interrogatorio che ha avuto luogo all’inizio della settimana, invece, la Corte ha accettato la richiesta della procura “alla luce di un’accusa penale e di  nuove prove“.

Fondi pubblici usati per il riordino della Samsung

Per la procura Lee avrebbe erogato o promesso fondi a Choi per 36,3 milioni di dollari in modo da avere nel 2015 il via libera dei fondi pensione pubblici a un’operazione di riordino del gruppo Samsung, funzionale al trasferimento dei poteri dal padre Lee Kun-hee, al figlio. Dopo l’arresto alla Borsa di Seul i titoli del colosso dell’elettronica sono stati scambiati a 1.881.000 won (-1,05%), vicino ai minimi intraday.

Il piano di emergenza alla Samsung

Viste le ultime “novità”, per la conglomerata sudcoreana è entrato in funzione un “piano di emergenza“: a guidare il gruppo, infatti, sarà – almeno provvisoriamente – il Future Strategy Office.

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