I vescovi cattolici dello Sri Lanka contro la depenalizzazione dell’aborto La Conferenza episcopale invita fedeli e politici a opporsi alle proposte governative

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La Conferenza episcopale dello Sri Lanka, Stato insulare al largo della costa sud-orientale indiana noto con il nome di Ceylon, ha rilasciato una dichiarazione a tutti i cattolici perché si oppongano alla decisione del governo di Kotte (capitale cingalese nel distretto di Colombo) di legalizzare l’aborto. La richiesta fatta dall’organo dei vescovi cattolici (Cbcsl) è rivolta anche ai politici cattolici srilankesi.

In questi mesi, infatti, sugli organi di stampa nazionale sono apparse notizie sull’imminenza di una legge che alleggerisca le pene contro aborto procurato presenti nel codice penale dello Sri Lanka, Nazione di 21 milioni di abitanti a maggioranza buddista (70,2%) e induista (12,6%). Il cristianesimo rappresenta il 7,8% della popolazione; la maggioranza è cattolica e l’1% è protestante.

“Dopo aver sentito dell’intenzione del governo nel luglio-agosto 2016 abbiamo deciso di inviare un messaggio (datato 18 agosto) al ministero della Giustizia per esprimere il nostro disaccordo”, raccontano i vescovi a Fides.

Come risposta, il ministero ha spedito una lettera (datata 22 agosto) nella quale si afferma che “tali misure non sono ancora state considerate” e che “non si tratta di una questione di pertinenza del governo e non è pertanto considerata d’urgenza o di particolare rilevanza”. Ma i vescovi riportano le notizie date dai media (come ad esempio il Daily Mirror del 20 gennaio scorso) in cui si chiarisce come il ministero si stia adoperando per legalizzare alcune tipologie di aborto, quali quelle seguite a stupro o a incesto.

La Conferenza episcopale esorta i fedeli a “pregare per espiare quest’iniziativa di legalizzare la libertà di terminare la vita di un innocente che non è in grado di difendersi mentre è nel grembo materno. Dio è l’unico autore della vita e solo a lui può decidere la fine di essa”.

In conclusione, la Conferenza cita l’esortazione apostolica Amoris Letitiae di papa Francesco pubblicata lo scorso anno: “È importante che quel bambino si senta atteso. Egli non è un complemento o una soluzione per un’aspirazione personale. È un essere umano, con un valore immenso e non può venire usato per il proprio beneficio. Dunque, non è importante se questa nuova vita ti servirà o no, se possiede caratteristiche che ti piacciono o no, se risponde o no ai tuoi progetti e ai tuoi sogni. Perché i figli sono un dono. Ciascuno è unico e irripetibile. Un figlio lo si ama perché è figlio: non perché è bello, o perché è così o cosà; no, perché è figlio! Non perché la pensa come me, o incarna i miei desideri. Un figlio è un figlio”.

Un rapporto stilato nel 2016 dal ministero della Salute nazionale ha attestato che ogni giorno nel Paese vengono condotti circa 658 aborti legali. Secondo Chithramali de Silva, direttore della sezione di salute mentale del ministero della Salute, ogni anno in Sri Lanka 400mila donne rimangono incinta e, di queste, 15mila ricorrono ad aborti illegali e 10 di loro ogni anno muoiono in seguito alle complicazioni.

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