Addio a Jannis Kounellis, maestro “romano” dell’arte povera Franceschini: "ci ha lasciato un grande maestro che con la sua opera ha segnato l'arte contemporanea"

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E’ morto all’età di 80 anni Jannis Kounellis, pittore e scultore greco esponente di spicco di quella che il critico Germano Celant ha definito “arte povera“. Nato nel Pireo nel ’36, dopo aver lasciato la Grecia a soli 20 anni aveva scelto Roma come città d’elezione in cui vivere, lavorare e creare le sue opere provocatorie, destinate a far discutere e a rivoluzionare il mondo dell’arte italiano e internazionale.

Oggi è “Un giorno triste”, ha commentato in un tweet il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini , “ci ha lasciato un grande maestro, italiano per adozione, che con la sua opera ha segnato l’arte contemporanea”.

Dopo aver studiato presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja – al quale deve l’influenza dell’espressionismo astratto dal quale prende le mosse il suo percorso creativo – esordisce nel 1960 allestendo la sua prima mostra personale alla galleria “La Tartaruga”.

Risalgono al 1967 le prime mostre ideologicamente vicine al movimento dell’arte povera nelle quali l’uso di prodotti e materiali di uso comune suggeriscono per l’arte una funzione radicalmente creativa, mitica, priva di concessioni alla mera rappresentazione. Nel 1972 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia.

Negli anni a seguire, e sue installazioni diventano delle vere e proprie scenografie che occupano fisicamente la galleria e circondano lo spettatore rendendolo attore protagonista in uno spazio che inizia anche a riempirsi di animali vivi, contrapposti alle geometrie costruite con materiali che evocano la produzione industriale. Nel 2011, dopo 40 anni di lavoro, è stato indicato come possibile ospite del primo padiglione della Città del Vaticano alla Biennale di Venezia 2011.

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