Stadio della Roma, ipotesi annullamento della delibera di pubblica utilità I consiglieri si dividono sul progetto e prende forma l'ipotesi azzeramento. Sullo sfondo, la possibilità di una battaglia legale più che di un nuovo progetto

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stadio

Non c’è molta chiarezza sulla vicenda stadio. L’amministrazione capitolina a 5 stelle continua a dividersi sul progetto, tra chi si schiera contro e chi a favore di un’opera che, in qualche modo, continua a tenere banco anche (e soprattutto) dopo le dimissioni di Berdini. Paradossalmente, dopo l’addio dell’assessore all’Urbanistica, potrebbe essere proprio la linea berdiniana a essere in un certo senso perseguita. In questo momento, infatti, a fare la voce grossa è il fronte del no: sta prendendo sempre più corpo l’opzione annullamento della Delibera 132, risalente all’amministrazione Marino, con conseguente revoca dell status di pubblica utilità per un progetto che, qualora tale ipotesi dovesse infine verificarsi, dovrebbe ripartire da zero per l’ennesima volta. Sullo sfondo, lo spettro della “causa milionaria” con le società Eurnova e Parsitalia, citata dalla Sindaca Raggi, che potrebbe gravare sul Comune in caso di azzeramento del piano-stadio. Nell’eventualità, i pagamenti sarebbero dilazionati nel corso di una querelle legale di almeno una decina d’anni, obbligando però la giunta a congelare una cospicua somma dal bilancio.

Pro e contro

Dunque, cosa si fa? La battaglia, per ora, si combatte sul terreno delle consulenze: ben tre, negli ultimi mesi, le richieste avanzate all’Avvocatura del Comune, cercando di capire quali siano realmente i rischi dell’annullamento, senza tuttavia aver ottenuto un quadro definitivo su quale situazione andrebbe poi a delinearsi sul fronte interno. Da una parte la sindaca che, perseguendo la linea della realizzazione (con “meno cemento”), rischierebbe di discostarsi dalla maggioranza, dall’altra gli ortodossi del Movimento, non disposti a tornare indietro su quello che, a più riprese, è stato definito “uno scempio urbanistico”. La forbice interna, dunque, allarga i fronti tra i favorevoli all’iter concordato (anche se non in via ufficiale), che prevede la riduzione delle cubature di cemento, e i sostenitori del “no”, orientati a tirare una linea sul programma dei costruttori e ad attendere la nuova proposta (se mai dovesse esserci, a questo punto).

Lombardi: “Annullare delibera”

In attesa dell’assemblea definitiva del 3 marzo, è tornata a esprimersi anche Roberta Lombardi, deputata grillina e sostenitrice della linea di parere negativo, proprio nel giorno del sit-in pro-sindaca “Virginia non sei sola”: “Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore – ha scritto in un post su Facebook -. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale”. Eloquente, però, anche il commento di Beppe Grillo sul suo blog: “Sullo stadio della Roma decidono la Giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro”.

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