Il “salva risparmio” è legge, Gentiloni: “Più sicurezza per imprese e famiglie” Il dl del governo è stato convertito dalla Camera con 256 sì. Creata una dote di 20 miliardi per supportare le banche in difficoltà

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dl penale

Il decreto “salva risparmio” è legge. Con 246 sì la Camera ha approvato in via definitiva la conversione del provvedimento che crea una dote di 20 miliardi per consentire allo Stato di supportare le banche in carenza di liquidità o problemi di ricapitalizzazione. Un atto che, secondo Paolo Gentiloni, rappresenta “un passo avanti per garantire più sicurezza economica a famiglie e imprese”.

Restano le polemiche delle opposizioni per un decreto “iniquo, confuso e inapplicabile” che “butta i soldi degli italiani”, secondo Forza Italia, mentre la Lega parla di testo “estemporaneo” e che non risponde ad alcuna “strategia economica“. Poche le modifiche apportate dal Parlamento al testo originale, a partire da una maggiore diluizione dei vecchi soci e obbligazionisti di Mps e delle altre banche che chiederanno il sostegno pubblico. Prime indiziate le venete che, ha fatto sapere l’ad di Popolare Vicenza Fabrizio Viola, valuteranno l’ipotesi di intervento pubblico, auspicando però che non sia necessario). A sollevare polemiche in Parlamento è stato però soprattutto il compromesso sulla “black list” dei debitori delle banche in crisi, dei cui saranno resi noti i profili di rischio.

Vediamo le principali novità.

Rimborsi forfait

Si riaprono fino a fine maggio i termini per presentare la domanda per gli obbligazionisti delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Potrà accedere al meccanismo forfettario all’80% anche chi ha ricevuto i bond da coniugi, conviventi more uxorio o parenti fino al secondo grado e il prezzo pagato per i bond non sarà più conteggiato nel tetto a 100 mila euro per il patrimonio mobiliare, tra i criteri per l’accesso al rimborso. Disposta anche la gratuità di tutte le spese di istruttoria a carico delle banche.

Profili di rischio dei debitori

Non ci saranno indicazioni dei nomi ma dei “profili di rischio e meriti di credito” di chi ha ricevuto prestiti sopra l’1% del patrimonio netto delle banche che chiedono il sostegno pubblico.

Garanzia di Stato

Non sarà necessario presentare un piano di ristrutturazione per ottenere la garanzia statale sulla liquidità se le passività saranno rimborsate entro due mesi.

No al riacquisto di bond comprati dopo il 2016

Il burden sharing sarà attenuato attraverso il riacquisto delle azioni in cambio di bond senior solo per le obbligazioni acquistate prima dell’entrata in vigore del bail in, il primo gennaio 2016. Prevista anche una misura anti-speculatori, con un limite al riacquisto delle azioni che il risparmiatore ottiene con l’applicazione del burden sharing fissato al prezzo di acquisto dei bond subordinati, non al loro valore nominale. Il burden sharing, ovvero le operazioni di condivisione degli oneri per le banche che chiedono il sostegno dello Stato, sarà neutro dal punto di vista fiscale per gli istituti. In casi specifici sarà possibile anche l’azzeramento dei bond seguito dall’assegnazione di azioni, anziché la conversione. Sconto rafforzato per lo Stato, con conseguente maggiore diluizione per vecchi azionisti e obbligazionisti per i quali non e’ prevista una compensazione.

Il valore delle azioni terrà conto delle sospensioni di Borsa

Per le banche non quotate il valore sarà calcolato in base alla consistenza patrimoniale della società, alle sue prospettive reddituali, all’andamento del rapporto tra valore di mercato e valore contabile delle banche quotate e tenuto conto delle perdite connesse a eventuali operazioni straordinarie, incluse quelle da cessione di attivi. Per le quotate il valore è determinato in base all’andamento delle quotazioni dei 30 giorni di mercato antecedenti e nel caso di sospensione per oltre 15 giorni – il caso di Mps – il valore è il minore tra il prezzo di riferimento medio degli ultimi 30 giorni di Borsa e quello determinato in base al patrimonio e ai criteri per le non quotate

Tetti ai compensi dei manager

La ricapitalizzazione potrà essere subordinata a limiti ai compensi per il cda e dell’alta dirigenza degli istituti coinvolti. Il richiamo, ha sottolineato il sottosegretario Pier Paolo Baretta, è alle norme Ue che prevedono “una retribuzione al massimo di quindici volte il salario medio nazionale dello Stato membro (o di dieci volte il salario medio della banca). Il salario medio italiano corrisponde a circa 28 mila euro, moltiplichiamo per 15 dà circa 450 mila euro“.

Dta

Cambiano i termini per il versamento del canone in capo a tutte le banche che trasformano le Dta, le imposte anticipate qualificate, in crediti d’imposta. La modifica consente di far valere per l’esercizio 2016 quanto versato a luglio scorso. Il canone è dovuto fino al 2030. Prevista anche per le Bcc la piena trasformabilità delle Dta fino al 2015 in credito d’imposta.

Educazione finanziaria

Con 1 milione di euro l’anno nasce un comitato ad hoc con 11 componenti (anche un rappresentante dei consulenti finanziari), che parteciperanno a titolo gratuito.

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