Bari, i minori sequestrano la Garante per l’infanzia: “Urla e minacce di morte” Questa mattina le Garanti visitano il contro accoglienza di Trani che ospita 20 ragazze a rischio tratta

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Brutta avventura, per fortuna a lieto fine, per la garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano. Ieri pomeriggio la donna si era recata di persona a controllare come si trovassero i giovani accolti della struttura per migranti di Cassano delle Murge (in provincia di Bari). La casa ospita una trentina di minori non accompagnati provenienti prevalentemente da Gambia, Nigeria ed Egitto.

Ma quella che doveva essere una “visita di cortesia” e di ascolto delle necessità e dei problemi dei ragazzi, si è trasformata in un incubo. Nel giro di pochi minuti, la Garante e i dirigenti che l’accompagnavano si sono ritrovati sotto sequestro per almeno un’ora mentre alcuni minori stranieri urlavano e minacciavano di tagliare la gola alla responsabile della comunità.

Sono dovuti intervenire i carabinieri per riportare la calma e “liberare” i responsabili e la stessa Garante che, poco dopo, ha postato sulla sua pagina facebook il laconico commento: “È finito tutto bene per fortuna. Ma l’episodio riaccende l’attenzione su una realtà delicata”. “Alcuni di questi ragazzi erano in stato di sovraeccitazione nervosa — ha raccontato nel post — e hanno minacciato ripetutamente la responsabile della struttura. Alcuni addirittura di tagliarle la gola. Questi episodi vanno avanti da giorni e sabato scorso hanno distrutto un locale all’interno della struttura”.

Le motivazioni della rissa sono da ricercare nello stato di stress psicologico in cui versano i minori, in attesa da mesi di poter emigrare all’estero o di potersi cercare un lavoro. “Siamo qui da mesi a non fare niente: ci fanno mangiare, ci fanno dormire, ma noi non andiamo a scuola. Non facciamo niente, non vediamo nulla per il nostro futuro”, ha riferito all’Ansa la garante regionale Rosy Paparella.

“Loro sanno che per legge devono rimanere 60 giorni e sono lì dal mese di ottobre — continua la garante nazionale Albano —. Non vengono direttamente dallo sbarco, ma da permanenze anche di mesi in Calabria e sono ancora in prima accoglienza. Anche i giovani che hanno inscenato questa protesta sono in parte esasperati dai tempi e in parte hanno un vissuto traumatico”. “Continueremo, con le poche forze che abbiamo a disposizione — ha concluso —. Ma il problema dei tempi è rilevante”.

Per nulla intimorite dal sequestro lampo di ieri pomeriggio, quest’oggi le Garanti portano a termine il giro pugliese delle comunità di accoglienza per minori. La dottoressa Albano e la collega pugliese Paparella, questa mattina stanno infatti visitando la comunità accoglienza per minori non accompagnati di Trani. “Lì”, racconta Paparella, “ci sono, bloccate nella struttura da cinque mesi, 20 ragazze a rischio tratta. Ci aspettiamo di trovare ragazze delle quali sposare aspirazioni e desideri”.

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