Il parroco di Ponte di Nona: “Un quartiere difficile, accogliamo il Papa con gioia” Domenica la visita del Pontefice a S. Maria Josefa. "Qui il tasso di povertà è molto alto"

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Papa Francesco torna a visitare una parrocchia dell’estrema periferia orientale di Roma. Per la precisione domenica pomeriggio si recherà a Ponte di Nona, nella comunità di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù, nella piazza omonima di Castelverde di Lunghezza. L’arrivo del Pontefice è previsto alle 16 e lo accoglieranno il cardinale vicario Agostino Vallini, l’ausiliare di Roma Est mons. Giuseppe Marciante, il parroco don Francesco Rondinelli con il suo vicario don Luca Bazzani, il parroco prefetto della XVIII prefettura, don Joseph Alexander de Leon e altri sacerdoti. A distanza di poco più di un mese dalla sua visita a Setteville, il Papa compirà la tredicesima visita in una parrocchia della diocesi.

Don Francesco ha 39 anni e da appena 5 mesi è parroco di S. Maria Josefa. Il cardinale vicario gli ha comunicato la notizia della visita poco prima di Natale: “Ogni parroco sogna che la sua comunità riceva la visita del Santo Padre ma non ci avrei mai sperato, mi sembrava un desiderio impossibile da realizzare, tanto meno a pochi mesi dalla mia nomina – racconta il sacerdote – Quando il cardinale mi ha chiamato, hanno iniziato a tremarmi le gambe e ho provato una gioia difficile da esprimere a parole». Una reazione condivisa dalla comunità parrocchiale: “Per qualche secondo mi hanno guardato ammutoliti – racconta – poi è esplosa la gioia. L’aspetto che più mi ha commosso è che tutti, anche chi ha qualche piccolo acciacco fisico, hanno offerto il loro aiuto per preparare un’accoglienza perfetta».

Il programma è quello abituale delle visite del Papa: un incontro con i bambini e i ragazzi del catechismo e con il gruppo giovani nel teatro parrocchiale, poi con i malati, quindi con le famiglie e gli operatori del centro Caritas. Sono poco più di 200 i bambini del catechismo che frequentano assiduamente la parrocchia, dotata di campi da calcio e di basket. Il parroco spera di avviare al più presto l’oratorio e corsi di teatro: “Sono cresciuto negli oratori e so quanto siano importanti per la formazione di un adolescente – sottolinea – Vorrei poi organizzare dei corsi di teatro per giovani e adulti per renderli più partecipi e protagonisti. Abbiamo un teatro bellissimo, attrezzato al meglio, che può ospitare 200 persone, ma rimasto inutilizzato fino ad oggi”.

Fiore all’occhiello della parrocchia è il centro Caritas dove una ventina di volontari in “modo encomiabile” distribuiscono pacchi viveri a oltre 200 famiglie per un totale di 600 persone: “Il tasso di povertà è molto alto nel quartiere – spiega don Francesco – non c’è lavoro e noi facciamo il possibile”. Prima della concelebrazione eucaristica, che sarà animata musicalmente dal coro della parrocchia, il Santo Padre confesserà quattro parrocchiani.

San Giovanni Paolo II canonizzò Maria Josefa Sancho de Guerra, fondatrice della congregazione delle Serve di Gesù della Carità, il 1° ottobre 2000. Il 16 dicembre 2001 il Papa si recò a visitare la parrocchia, che era stata consacrata dall’allora cardinale vicario Camillo Ruini il 27 gennaio 2001: celebrò la Messa e donò un prezioso crocifisso, oggi posto sull’altare, e una tela raffigurante “La Pietà”. Don Francesco e il suo vice parroco hanno entrambi assunto l’incarico dopo che padre Angelo De Caro aveva guidato la comunità per 16 anni. Nel cuore del quartiere Ponte di Nona, a due passi dal centro commerciale Roma Est, la parrocchia si trova tra due ali di palazzine popolari tutte tinteggiate con diversi colori. Su 6.500 famiglie (circa 20mila abitanti), la maggior parte composte da giovani coppie con bambini piccoli, un terzo vive nelle case popolari.

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