Valanghe in Kashmir e Jammu: sale a 20 il numero dei morti Il primo ministro Modi: "profondo dolore per la morte di questi eroici jawan"

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Aumenta il numero di vittime delle due distinte valanghe di neve che si sono abbattute, mercoledì scorso, sullo Stato indiano di Jammu e Kashmir, il più settentrionale del Paese essendo situato tra le montagne dell’Himalaya.

Il numero dei morti è salito a venti; di questi, 15 sono militari e cinque sono dei civili. Il più grave dei due incidenti è avvenuto nel settore nord di Gurez, dove una valanga si è abbattuta sugli accampamenti dell’esercito indiano lungo la Linea di Controllo (LoC, confine ufficioso indo-pachistano) nello Stato, provocando 15 vittime.

La tragedia è stata riportata dalle tv News18 di New Delhi che ha raccontato come, nella stessa mattinata, un primo distaccamento del manto nevoso a 2.800 metri di quota avesse distrutto una casa di Sonamarg, nel distretto di Ganderbal provocando la morte di un maggiore dell’esercito e quattro dispersi. I soccorritori si sono precipitati con i mezzi di soccorso stradale nel luogo del disastro per raggiungere eventuali superstiti; sei persone sono state estratte vive dalla coltre di neve e trasferite in elicottero nel vicino ospedale.

Appresi i particolari delle due tragedie, il primo ministro indiano, Narendra Modi, impegnato nelle celebrazioni del 68/o anniversario della Repubblica indiana, ha manifestato il suo “profondo dolore” per la morte di questi “eroici jawan”, soldati paramilitari, e per i civili coinvolti.

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