Clima teso a Damasco dopo il presunto raid israeliano all’aeroporto di Mezzeh Le forze militari minacciano "ripercussioni" contro Tel Aviv. Telefonata Erdogan-Rohani sulla crisi siriana

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Clima teso a Damasco dopo il presunto raid israeliano all’aeroporto militare di Mezzeh e un attentato dinamitardo (otto morti secondo fonti ufficiali) nel centro moderno della capitale. Fonti locali riferiscono che la situazione nello scalo aereo, già colpito a dicembre da un attacco attribuito a Tel Aviv, è tornata normale. Nella notte erano stati uditi boati di esplosioni ed erano circolate immagini di un vasto incendio scoppiato all’interno di capannoni dell’aeroporto. Più volte Israele ha colpito obiettivi militari in Siria, in luoghi noti per essere posti di transito o di stoccaggio di armamenti della milizia libanese filo-iraniana Hezbollah. L’agenzia ufficiale Sana, che riportava stamani un comunicato delle forze armate in cui si accusa “il nemico sionista” e si minacciano “ripercussioni“, conferma che l’attacco ha causato un incendio e afferma che i razzi israeliani sono stati sparati da postazioni a terra sulle Alture del Golan, controllate da Israele dal 1967 e da allora rivendicate dalla Siria. Sempre l’agenzia Sana ha aggiornato stamani a otto uccisi il bilancio dell’attentato con autobomba compiuto ieri sera a Kfar Suse, un quartiere centrale di Damasco e sede di alcuni uffici dei servizi di sicurezza del regime.

Intanto, nel corso di una telefonata, il presidente iraniano Hassan Rohani e quello turco Recep Tayyip Erdogan hanno discusso della questione siriana. Il leader di Teheran, riferisce Press Tv, ha ricordato l’importanza dei prossimi negoziati tra i rappresentanti del governo di Damasco e i gruppi di opposizione stranieri in programma ad Astana il 23 gennaio. “Siamo tutti determinati a combattere i gruppi terroristici nella regione – ha detto il presidente iraniano – e spero che la cooperazione Iran e Turchia porti a una maggiore stabilità nella regione”. Nel corso della telefonata Erdogan ha sottolineato che il suo Paese intende sviluppare la cooperazione con l’Iran in tutti i campi. “L’Iran e la Turchia hanno una grande responsabilità nella regione – ha detto il presidente turco -, per questo devono rafforzare la cooperazione reciproca per allentare le tensioni regionali”.

Esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto da Turchia, Russia e Iran, Rohani ha invitato a “rafforzare la cooperazione” tra i due Paesi “al fine di di promuovere la stabilità a lungo termine del Medio Oriente“.

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