Parigi: dopo 7 anni riapre la Richelieu-Louvois, perla della Biblioteca nazionale di Francia Restauro finito per il seicentesco complesso di edifici, realizzato durante il regno del Re Sole: nel 2020 diverrà anche museo

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biblioteca richelieu

Sono stati necessari 7 anni di lavori ma ora, finalmente, la seicentesca ala Richelieu della Bibliothéque nationale de France riapre al pubblico, profondamente rinnovata ma ancora intrisa del suo originario ruolo di tempio del sapere. Un’operazione di restauro costata ben 232 milioni di euro (finanziati per l’80% dal Ministero della Cultura), la quale ha però consentito di restituire ai cittadini francesi un luogo di conoscenza e di consultazione del tutto rimesso a nuovo, sul lato estetico ma, soprattutto, sul piano della fruizione da parte del pubblico. All’interno del sito, sono conservati quasi due milioni di documenti dell’Istituto nazionale della storia e dell’Arte, oltre che i 150 mila volumi della Ecole nationale des Chartes. A questi, si aggiungeranno le collezioni specializzate della Bnf, comprensivi di documentazione letteraria, partiture musicali e altro ancora.

La Richelieu-Louvois, realizzata all’interno di un edificio del 1635, è il concreto risultato del progetto dell’economista (e mercantilista) Jean-Baptiste Colbert (autore di un’imponente opera di risanamento finanziario durante il regno di Luigi XIV), ed è situata nel secondo arrondissement di Parigi. Le sue sale raccolgono la documentazione storica di Francia dal XVIII secolo fino ai nostri giorni. Il progetto di Colbert, vide effettiva luce solamente 30 anni dopo la sua ideazione, attorno al 1666. La realizzazione della sala, comportò una lunga operazione di trasferimento dei documenti, dapprima conservati nei depositi legali dal castello di Blois, nella nuova sede.

Le numerose operazioni di restauro, via via succedutesi nel tempo, sono state avviate già nel 1720 protraendosi fino agli anni 30 del secolo scorso (con un’intensa attività di ristrutturazione durante la seconda metà dell’800), richiedendo l’intervento di architetti come Henri Labrouste, il quale realizzò l’omonima sala centrale, oltre che Jean-Lous Pascal e Alfred Recoura, autori della famosa Salle Ovale.

Nell’arco degli ultimi 7 anni, i principali lavori hanno riguardato proprio la cosiddetta Salle Labrouste e il suo magazzino, ora diventato un’ampia sala di lettura, nonché sede della collezione dell’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte. Il progetto sulla Richelieu-Louvois prevederà addirittura, nel 2020, l’istituzione di un museo nel quale verranno esposti i principali pezzi della collezione culturale della biblioteca. Inoltre, anche la sala ovale dovrebbe aprire al pubblico.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente francese, François Hollande, il quale ha salutato la nuova inaugurazione come “la fine della prima fase di un immenso cantiere, che permette alla Biblioteca nazionale di Francia, alla Ecole nationale des Chartes e all’Istituto nazionale di storia dell’arte di trovare una cornice eccezionale ove svolgere le proprie attività”.

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