Serraj: “Ristabilire l’ordine dopo il tentato golpe”. Ma a Tripoli la situazione resta tesa Giovedì sera le milizie islamiste dell'ex premier Ghwell avevano occupato 3 ministeri. Intanto Tobruk protesta contro la riapertura dell'ambasciata italiana

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Il Consiglio presidenziale del governo libico di intesa nazionale guidato da Fayez al Sarraj ha incaricato unità delle forze armate libiche di ristabilire l’ordine e contrastare il gruppo armato affiliato a Khaliga Ghwell – l’ex premier del dissolto governo libico islamista di salvezza nazionale – che giovedì ha assaltato e preso possesso delle sedi di tre ministeri a Tripoli. Lo rende noto lo stesso governo libico sulla sua pagina Facebook. Se ne è discusso nel corso di una riunione presieduta dal vicepresidente del Consiglio presidenziale libico Ahmed Maetig con responsabili e militari.

Secondo il portale Libya Herald la potente brigata dei “Rivoluzionari di Tripoli” avrebbe dichiarato lo stato di emergenza nella capitale libica dopo il secondo golpe fallito nell’arco di 4 mesi. La Brigata guidata da Haitham Al-Tajouri è uno dei gruppi armati più numerosi e potenti nella capitale. Lo scorso agosto i suoi miliziani avevano preso il controllo delle sedi di alcuni ministeri.

Intano le autorità di Tobruk hanno protestato contro la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli definendola una “nuova occupazione“. Il ministero degli Esteri del “governo” guidato da Abdullah al-Thani e al quale fa riferimento il generale Khalifa Haftar, secondo la stessa fonte, ha inviato mercoledì una “nota diplomatica urgente” a tutte le ambasciate e i consolati libici all’estero per informarli di quello che viene definito “il ritorno militare dell’ambasciata italiana” a Tripoli.

“Una nave militare italiana carica di soldati e munizioni è entrata nelle acque territoriali libiche. Si tratta di una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e una forma di ripetuta aggressione”, sostiene la nota di Tobruk, sempre secondo quanto riferisce Libya Observer. L’ambasciatore Giuseppe Perrone ha presentato le sue credenziali a Tripoli martedì scorso in occasione della riapertura dell’ambasciata italiana nella capitale libica. Un certo numero di commentatori politici, scrive ancora il sito di informazione, ha deplorato il “linguaggio ostile” della nota diplomatica di Tobruk, affermando che le autorità libiche dell’est del Paese utilizzano due pesi e due misure “non avendo invece commentato per nulla la notizia dell’entrata nelle acque territoriali libiche di una portaerei russa a bordo della quale è salito il generale Khalifa Haftar”.

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