Bagnasco al Parlamento Europeo: “Bisogna accettare la sfida culturale del nostro tempo” Il presidente della Cei: "L'Europa è difronte a due sfide: quella del terrorismo e della metamorfosi dell'alfabeto umano"

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Due sfide attendono l’Europa di oggi: il terrorismo e la metamorfosi dell’alfabeto umano“. E’ quanto afferma nel suo intervento davanti agli eurodeputati italiani, il cardinale Angelo Bagnasco. Il porporato, facendo riferimento ad alcuni temi emersi al Forum cattolico-ortodosso in corso a Parigi, sul tema del terrorismo dichiara: “È emersa anzitutto una debolezza culturale, uno svuotamento, una metamorfosi della nostra identità. E in questa situazione di debolezza, una suggestione forte come il terrorismo (per quanto sia una ideologia aberrante) può risultare affascinante”, facendosi largo tra le persone “che hanno smarrito i punti di riferimento, o emarginate”. Dunque, ecco il richiamo a “colmare questo vuoto della cultura, dell’identità, dell’anima europea”.

Inoltre, questo fa pensare “che abbiamo bisogno di più religione – aggiunge il presidente della Cei -, come fenomeno che interpella non solo lo spirito, ma l’intelligenza, la ragione”. Infatti, la religione va considerata come elemento “della vita umana e della società. La politica deve prestare attenzione alla dimensione religiosa -prosegue Bagnasco -, altrimenti si dimostrerebbe miope, staccandosi dal sentire della gente”. Una annotazione ha poi riguardato in particolare la fede cristiana, in quanto essa “incarna sia l’universalismo nel mondo sia la capillarità nel territorio”.

La seconda sfida che si trova ad affrontare il Vecchio Continente, e con esso anche le religioni è, secondo il presule, “la metamorfosi dell’alfabeto umano”. Il presidente della Cei sottolinea come i termini della vita quotidiana, quali vita, famiglia, libertà, amore, ecc,  cambiano significato. Da ciò “il rischio di grandi fraintendimenti di fondo in ambito politico e legislativo. Da qui la fede deve domandarsi se ha qualcosa da dire su questi temi”, per far luce sul cammino dei popoli e delle istituzioni politiche. “Questa sfida ci prende un po’ in contropiede come credenti”, ma è il passo cui il Concilio e i Pontefici, conclude Bagnasco, “ci richiamano da tempo, domandandoci di dare ragione del nostro credere”.

Parole a cui fa eco la presentazione la presentazione di mons. Galantino sulla quarta indagine nazionale sull’insegnamento della religione cattolica. Dalla ricerca, che ha coinvolto 3 mila insegnanti di religione e oltre 20 mila studenti, emerge che quanti scelgono di avvalersi dell’ora di religione (l’88% degli studenti italiani) esprimono elevate percentuali di gradimento. Incoraggianti appaiono anche i risultati in merito all’effettivo “sapere religioso”. Significativi, inoltre, i dati inerenti la multi-religiosità degli studenti avvalentisi: il 91,7% degli insegnanti di religione della scuola statale e il 56,8% di quella cattolica hanno in classe alunni appartenenti ad altre confessioni religiose, che pure frequentano le loro lezioni.

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