Caritas Venezuela: farmaci salva vita per la popolazione fermi alla dogana da mesi Il Ministero della Sanità aveva promesso i permessi, ma la Caritas non ha mai avuto una risposta

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La Caritas venezuelana ha interrogato – senza ricevere risposta – le autorità del Paese latinoamericano in merito alle medicine inviate dall’estero per assistere i casi urgenti della popolazione e ancora fermi alla dogana. La direttrice della Caritas Venezuela, Yaneth Marquez, ha raccontato in una intervista che un primo carico di medicinali provenienti dal Cile – necessarie all’enorme domanda della popolazione venezuelana, sempre più povera – era arrivato lo scorso agosto. Poi più niente.

“Siamo andati al Sistema di regolamento doganale e di Tasse di frontiera -il “Seniat” – a chiedere di consigliarci per avere le autorizzazioni appropriate. Prima che arrivasse il carico avevano già fatto tutte le pratiche al Ministero della Salute, inviando anche delle lettere all’ufficio dell’Economia e al Vice Presidente della Repubblica dicendo che stava arrivando questo carico, le caratteristiche dei farmaci e perfino dei contenitori per accelerare i permessi per le procedure”, ha assicurato Marquez.

La direttrice ha aggiunto che il Ministero della Sanità aveva promesso alla Caritas che avrebbe ottenuto i permessi, ma non ha mai avuto una risposta. “La Chiesa è molto preoccupata perché la situazione peggiora e la domanda si moltiplica, mentre le procedure della Seniat stanno diventando complicate, e abbiamo bisogno di un permesso” ha aggiunto.

Il Venezuela, attualmente sotto il governo del controverso Presidente Nicolás Maduro, sta vivendo una durissima crisi economica derivante sia dalle politiche economiche del suo predecessore – il militare Hugo Chavez – che hanno portato a razionamenti e scarsità di generi di prima necessità, sia alla diffusa corruzione e cattiva gestione del governo del Paese sudamericano.

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