Offensiva su Mosul, Abadi: “L’Isis non potrà resistere ancora per molto” Il premier iracheno ottimista su Trump: "E' un uomo pragmatico. Il sostegno Usa sarà aumentato"

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Il permier iracheno, Haidar al Abadi, si è detto convinto che i jihadisti dell’Isis non potranno resistere a lungo a Mosul, la loro roccaforte in Iraq, per la cui riconquista le forze lealiste stanno conducendo un’offensiva che dura ormai da sei settimane. Abadi, che parlava in un’intervista all’agenzia Ap, si è anche detto certo che con Donald Trump alla Casa Bianca il sostegno degli Usa a Baghdad nella lotta contro il sedicente Stato islamico si rafforzerà e ha definito il presidente eletto “un uomo pragmatico“.

L’Isis, ha aggiunto Abadi, “non ha più il coraggio e la motivazione per combattere come faceva prima”. Ma il premier non ha precisato quante siano state le perdite tra le forze lealiste nell’offensiva su Mosul, in corso dal 17 ottobre, e che finora ha permesso di riconquistare solo alcuni quartieri orientali, pari a non più di un decimo della città. Quanto a Trump, il primo ministro ha ricordato la telefonata avuta con lui dopo la sua vittoria elettorale: “Mi ha assicurato – ha detto – che il sostegno degli Usa non solo continuerà, ma sarà aumentato“.

Intanto il comandante delle forze anti-terrorismo, il generale Abdul Ghani al Asaadi, ha fatto sapere che dall’inizio dell’offensiva sono stati uccisi 990 jihadisti. L’avanzata delle truppe lealiste è stata rallentata, ha spiegato, perché i combattimenti hanno incominciato ad investire aree densamente popolate e c’è il timore di alte perdite tra i civili. A questo proposito, il sindaco di Mosul, Hussein Hashim, ha detto che sono almeno 50 i cittadini morti e 300 quelli feriti dall’inizio dell’offensiva. Inoltre, due o tre civili continuano a morire ogni giorno e numerosi altri a rimanere feriti a causa dei bombardamenti con i mortai compiuti dai miliziani del Califfato sui quartieri nell’est della città da cui si sono ritirati.

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