Ok della Camera alla manovra, Renzi: “Le tasse continuano a scendere” Testo approvato con 290 sì. Dopo il referendum il passaggio in Senato ma il premier rassicura: "I capisaldi non cambiano"

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La manovra passa il vaglio della Camera. Il testo è stato approvato con 290 sì. I contrari sono stati 118. Dopo Montecitorio la legge di stabilità dovrà essere votata dal Senato, ma solo dopo il referendum del 4 dicembre. Matteo Renzi ha difeso questa scelta e chiarito che, in caso di vittoria del No, il testo non sarà toccato. “L’attività parlamentare va avanti e il Senato ha tutto il tempo per chiudere in tempi ragionevoli la legge di bilancio – ha detto -. Il fatto di aver approvato prima del referendum il ddl alla Camera è un elemento di serietà che spero verrà apprezzata da tutti”. Nessuno, insomma, potrà “rimetterne in discussione i capisaldi“. A partire dalle tasse che, ha sottolineato il premier, “continuano ad andare giù”.

“Va giù l’Ires, via l’Irpef agricola, interventi sulle partite Iva con buona pace del presidente Monti. Con la manovra – ha spiegato Renzo – arrivano 30-50 euro per le pensioni più basse, sotto i mille euro”. Il capo del governo ha così quantifica l’intervento sulla previdenza e sottolineato allo stesso tempo di non essere “riusciti ad arrivare a 80 euro”. Per quanto riguarda la sanità, ha aggiunto, “le polemiche stanno a zero, c’è un aumento a 113 miliardi, due in più rispetto all’anno scorso, più il fondo per la non autosufficienza che è 450 milioni con un più 50 milioni rispetto all’anno scorso”.

Soddisfatto anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan che ha commentato l’allarme del Financial Times sui rischi corsi da 8 banche italiane in caso di una sconfitta del Sì. “Sono casi noti – ha affermato non c’è notizia. Sono situazioni diverse da trattare con prospettive diverse“. E quindi non c’è “nulla di strano in quello che viene scritto”.

Sul fronte europeo, intanto, l’Italia ha confermato nel Consiglio Ue la propria astensione sul bilancio 2017 dell’Unione, già annunciata lo scorso 17 novembre dopo l’intesa raggiunta in trilogo tra Consiglio, Commissione e Parlamento. “Abbiamo confermato l’astensione sul bilancio Ue 2017 – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei Sandro Gozi – astensione sulla quale ha concordato anche la Grecia, perché condivide pienamente la posizione negativa dell’Italia sul pacchetto finanziario globale, che include il bilancio 2017 e il riesame del quadro multiannuale fino al 2020. C’è anche l’astensione da parte del Regno Unito”.

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