Angelus, Bergoglio: “Non lasciamoci dominare dalle sicurezze di questo mondo” Da piazza San Pietro la preghiera di Papa Francesco per le popolazioni colpite dalle calamità naturali

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In questo tempo di preparazione al Natale, dobbiamo imparare a “non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realtà materiali, ma piuttosto a governarle. Se, al contrario, ci lasciamo condizionare e sopraffare da esse, non possiamo percepire che c’è qualcosa di molto importante: il nostro incontro finale con il Signore”. Papa Francesco, nell’Angelus della prima domenica di Avvento, richiama tutti i fedeli a “restare vigili”, perchè l’arrivo del Signore è inaspettato. Sotto un timido solo invernale che accarezza una piazza San Pietro gremita di centinaia di fedeli, il pensiero di Bergoglio è corso alle popolazioni del Centro America, colpite nei giorno scorsi dall’uragano Otto e da un forte sisma, e a quelle alluvionate del Nord Italia.

Partendo dal brano del Vangelo odierno, il Pontefice sottolinea come questa pagina della Scrittura “ci introduce in uno dei temi più suggestivi del tempo di Avvento: la visita del Signore all’umanità“. Tre, ricorda il Papa, sono le “visite” che Cristo compie nei confronti dell’umanità: “La prima è avvenuta con l’Incarnazione“, ovvero la nascita di Gesù nella a Betlemme; “la seconda avviene nel presente: il Signore ci visita continuamente, ogni giorno, cammina al nostro fianco ed è una presenza di consolazione”. “Infine, ci sarà la terza, l’ultima visita, che professiamo ogni volta che recitiamo il Credo: ‘Di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti’. Il Signore oggi ci parla di quest’ultima sua visita, quella che avverrà alla fine dei tempi, e ci dice dove approderà il nostro cammino“.

La liturgia odierna fa risaltare “il contrasto tra lo svolgersi normale delle cose, la routine quotidiana, e la venuta improvvisa del Signore”. E’ Gesù stesso che lo dice: “Come nei giorni che precedettero il diluvio, mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti”. “Sempre ci colpisce pensare alle ore che precedono una grande calamità – aggiunge Bergoglio -: tutti sono tranquilli, fanno le cose solite senza rendersi conto che la loro vita sta per essere stravolta“. Tuttavia, rassicura il Papa, “il Vangelo non vuole farci paura, ma aprire il nostro orizzonte a una dimensione più grande” che “relativizza le cose di ogni giorno” ma, al tempo stesso, “le rende preziose, decisive. La relazione con il Dio-che-viene a visitarci dà a ogni gesto, a ogni cosa una luce diversa, uno spessore, un valore simbolico”.

Da questo punto di vista, l’evangelista Matteo suggerisce anche “un invito alla sobrietà, a non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realtà materiali, ma piuttosto a governarle. Se, al contrario, ci lasciamo condizionare e sopraffare da esse, non possiamo percepire che c’è qualcosa di molto importante: il nostro incontro finale con il Signore“. Tutte le nostre azioni quotidiane “devono avere questo orizzonte. In quel momento – marca il Pontefice -, come dice il Vangelo, ‘due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato’. È un invito alla vigilanza, perché non sapendo quando Egli verrà, bisogna essere sempre pronti a partire”.

In questo tempo “siamo chiamati ad allargare l’orizzonte del nostro cuore, a farci sorprendere dalla vita che si presenta ogni giorno con le sue novità”. Ma “per fare ciò occorre imparare a non dipendere dalle nostre sicurezze, dai nostri schemi consolidati, perché il Signore viene nell’ora in cui non immaginiamo per introdurci in una dimensione più bella e più grande”. Quindi, la preghiera a Maria, Vergine dell’Avvento: “La Madonna ci aiuti a non considerarci proprietari della nostra vita, a non fare resistenza quando il Signore viene per cambiarla, ma ad essere pronti a lasciarci visitare da Lui, ospite atteso e gradito anche se sconvolge i nostri piani”.

Dopo l’Angelus, il pensiero di Francesco vola alle popolazioni del Centro America, “specialmente Costa Rica e Nicaragua, colpite da un uragano e, quest’ultimo, anche da un forte sisma”, alle quali assicura la sua preghiera. “E prego anche per quelle del Nord Italia – aggiunge – che soffrono per le alluvioni”. Quindi un saluto particolare rivolto a tutti i pellegrini giunti a Roma: “A tutti auguro una buona domenica e un buon cammino di Avvento per incontrare il Signore. Che sia un tempo di speranza! Andare incontro al Signore che viene incontro a noi. La speranza vera, fondata sulla fedeltà di Dio e sulla nostra responsabilità. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”.

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