Egitto, l’Isis rivendica l’attacco terroristico in Sinai Difficile capire la reale entità delle perdite di ambo i fronti, quello dell'esercito e quello degli jihadisti

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L’attacco terroristico avvenuto nel nord del Sinai (in Egitto) giovedì sera è stato rivendicato dall’Isis. Nell’attacco, secondo le autorità del Cairo, morirono 8 soldati egiziani uccisi da un’autobomba condotta da un gruppo armato di elementi terroristi ad un checkpoint militare. Il portavoce militare egiziano Mohamed Samir, sulla sua pagina Facebook, aveva precisato che “nel corso degli scontri sono stati uccisi tre terroristi e altri sono rimasti feriti”. Aveva anche aggiunto che “Le forze della sicurezza” stavano ricercando quelli fuggiti”, concludendo il messaggio assicurando: “Tali orrendi atti non fermeranno le forze armate nel proseguire la loro lotta contro il terrorismo”.

Finora, le autorità egiziane non avevano divulgato la matrice dell’attacco. Ieri, in un comunicato divulgato tramite Twitter, l’agenzia Amaq – citando una propria fonte – ha scritto che “combattenti dello Stato islamico hanno attaccato un checkpoint delle forze armate vicino al villaggio di al Sabil a sud-ovest di el Arish uccidendo 15 soldati e distruggendo due carri M113. I combattenti Isis hanno fatto saltare in aria il checkpoint dopo essersi appropriati di armi e munizioni e poi sono rientrati alla loro base”.

Difficile capire la reale entità delle perdite di ambo i fronti. Nel solo mese di novembre, i media egiziani hanno raccontato i funerali di almeno 10 militari, tra soldati e ufficiali dell’esercito, senza contare gli uccisi di giovedì scorso. D’altra parte, è impossibile anche accertare il bilancio tra i jihadisti, che non rivelano niente sui loro morti. Secondo l’esercito del Cairo, si conterebbero a centinaia.

Cifre probabilmente lontane dalla realtà, considerando che l’Isis, nel Nord della penisola che confina con Israele, conta su uno dei suoi rami più letali. Noto con lo pseudonimo di “Provincia del Sinai”, la milizia ha intrapreso una feroce guerra contro le forze egiziane, uccidendo centinaia di soldati e poliziotti in soli 3 anni. Il gruppo, nell’ottobre 2015, ha anche rivendicato l’abbattimento dell’aereo di linea russo che trasportava turisti da una località a Sud del Sinai. Nell’esplosione, morirono tutte le 224 persone a bordo.

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