Sicurezza nelle centrali nucleari in Francia, l’authority: “Situazione preoccupante” Molti reattori francesi sono stati spenti, ciò potrebbe tradursi in un rincaro per le bollette delle famiglie non solo francesi ma anche italiane

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centrali nucleari

Apprensione in Francia per lo stato delle centrali nucleari. Infatti, la situazione è stata giudicata “molto preoccupante” da Pierre-Franck Chevet, presidente dell’Autorità della sicurezza nucleare, l’Asn. L’allarme sullo “stato di salute” dei reattori è stato lanciato da Chevet in un’intervista al supplemento economico di Le Figaro.

I primi problemi sono iniziati nell’aprile del 2015, con la scoperta di un difetto nel serbatoio del futuro reattore Epr di Flamanville, situato sulla Manica in Bassa Normandia. Nella vasca di acciaio è stato trovato un eccesso di carbonio che, secondo Chevet, deve essere monitorato per controllare che non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore. Quelli “potenzialmente a rischio” sarebbero 18.

Dopo questa scoperta, l’Asn ha iniziato una campagna senza precedenti di controlli a tappeto di tutte le centrali nucleari che, nonostante è ben lontana dall’essere terminata, si è tradotta nel fermo di 12 reattori. “Nel migliore dei casi – ha spiegato il numero uno dell’Asn – i reattori potrebbero tornare operativi tra un mese e raggiungere la piena potenza a gennaio 2017”.

In Francia sono presenti 19 centrali nucleari con 58 reattori. L’energia nucleare copre circa i tre quarti del fabbisogno energetico, ma da settembre molti reattori sono stati chiusi d’urgenza per motivi di sicurezza: ciò potrebbe portare a possibili rincari sulle bollette non solo dei francesi, ma anche delle famiglie italiane.

 

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