Amore, arte, tormento: le opere di Frida Kahlo e Diego Rivera in mostra a Bologna I due grandi artisti di nuovo insieme per una retrospettiva sull'arte messicana del '900

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Frida Khalo

Frida Khalo e Diego Rivera: due nomi, due artisti e una travagliata storia d’amore. A raccontare la loro vicenda, umana e sentimentale, ci hanno provato in tanti: riuscire a coglierne le sfumature, i drammi interiori e le travolgenti sensazioni, sfogate rabbiosamente sullo sfondo delle tele, è tuttavia una missione molto ardua. Perché, quando alla relazione di due anime così profondamente legate, pur nella loro diversità, si mescola il più puro talento artistico, ciò che viene fuori va al di là della semplice interpretazione. Con l’intento di mostrarne quei dettagli intimisti che caratterizzarono le loro vite la mostra organizzata nelle sale del Palazzo Albergati di Bologna, “Arte messicana del XX secolo”, metterà a disposizione del pubblico, dal 19 novembre al 26 marzo, le opere provenienti dalla Collezione dei coniugi Gelman.

Due opposti che, mai come in questo caso, si attraggono: pittore osannato e popolare lui, introspettiva e tormentata lei, assieme hanno rappresentato la quintessenza della Rinascita dell’arte messicana, avvenuta tra gli anni 20 e 60 del secolo scorso. La loro profonda, e al contempo tragica, relazione, si delinea infatti nel contesto di profondo cambiamento sociale del Messico dei primi decenni del 900: scopo dell’esposizione, organizzata da Arthemisia Group e patrocinata dal Comune di Bologna, è tentare di mostrare al pubblico quanto questi due aspetti procedano di pari passo, attraverso opere, oggetti e fotografie d’epoca.

Le diverse sezioni racconteranno due storie, profondamente connesse: una sarà dedicata all’arte popolare di Diego Rivera e di altri artisti come Rufino Tamayo, María Izquierdo, David Alfaro Siqueiros e Ángel Zárraga; la seconda, interamente incentrata sulla figura di Frida; ne esplorerà a fondo i tormenti interiori, legati alle sue condizioni di salute (sarà fedelmente riprodotta la camera da letto, teatro di molte delle sue opere, dove fu a lungo costretta), alla sua passione per la medicina e, ovviamente, al suo rapporto con il marito.

Le storie dei due pittori messicani non possono davvero fare a meno l’una dell’altra: pur intessuto di aspetti dolorosi, il loro intreccio fu così profondamente radicato da non poter essere mai estirpato del tutto. Per questo Frida e Diego non cessano di affascinare, attraversando indenni le intemperie della storia: quell’inossidabile alchimia, molte volte sul punto di rottura, non fu e non sarà mai del tutto irreparabile.

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