Afghanistan: nuova strage in una moschea sciita, 28 civili uccisi Attacco kamikaze a Kabul, tra i morti donne e bambini. I talebani negano il proprio coinvolgimento

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E’ di almeno 28 vittime, tra cui donne e bambini, e 45 feriti il bilancio di un attacco kamikaze portato a termine nella moschea sciita Baqir ul-Uloom di Kabul, capitale dell’Afghanistan. I fedeli stavano osservando l’Arbaeen, che si celebra 40 giorni dopo l’Ashura, commemorazione del martirio dell’Imam Hussein, nipote di Maometto.

Sul posto sono immediatamente giunti i soccorsi che hanno trasportato nell’ospedale di Istiqlal 17 persone rimaste coinvolte nella deflagrazione. La struttura sanitaria ha rivolto un appello alla popolazione per la donazione urgente di sangue.

Le immagini diffuse sui social network mostrano le rovine della moschea e i corpi carbonizzati e insanguinati dei civili rimasti uccisi. “Si tratta di un atto di barbarie e crudeltà” ha commentato su Twitter Abdullah Abdullah, rappresentante del governo afgano. “Questo attacco ha preso di mira persone innocenti in un luogo sacro. E’ un crimine contro l’Islam e l’umanità”.

Nessuno, al momento, ha rivendicato l’attentato. I talebani, principale gruppo integralista attivo nel Paese, hanno subito preso le distanze. I sospetti ruotano intorno all’Isis, che nell’ultimo anno ha espanso i propri domini in Afghanistan. In occasione dell’Ashura il Califfato aveva assaltato un santuario sciita uccidendo 14 persone.

L’ascesa del Daesh ha complicato il processo di pace in una nazione martoriata dalla guerra. Gli uomini di al Baghdadi non prendono di mira solo il governo di Kabul ma anche gli stessi talebani.

 

 

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