Turchia, ddl choc dell’Akp: niente condanna per chi sposa minori di cui ha abusato La proposta di legge del partito di Erdogan, presentata in Parlamento, ha scatenato la protesta di cittadini e ong

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Esplodono le proteste in Turchia per un disegno di legge che, in ipotesi determinate, depenalizza gli abusi sessuali sui minori. La bozza, presentata dal partito di governo (l’Akp di Erdogan), consentirebbe in alcuni casi e a certe condizioni agli aggressori di evitare la condanna e persino sposare le vittime. La norma prevede che venga depenalizzata la violenza sessuale sui minori e un’attenuazione della pena se il rapporto è avvenuto consensualmente – “senza forza o minaccia” – e se l’autore contrae matrimonio con la persona abusata.

Contro la proposta di legge, presentata nei giorni scorsi in Parlamento, insorgono le organizzazioni per la difesa dei diritti umani e le opposizioni. Martedì il disegno di legge, che prevede la sospensione di processi e condanne per abusi sui minori fino al 16 novembre 2016, sarà discusso dal legislatore. Chi contesta la norma proposta sostiene che se passasse contribuirebbe ad aggravare il fenomeno delle “spose bambine”, già tristemente molto diffuso. Per il deputato del partito Mhp, Erkan Akcay, il disegno di legge è “scandaloso” ed è “impossibile da accettare”. Sarebbe un passo indietro per i diritti dei minori.

A luglio la Corte costituzionale turca ha annullato una norma dele codice penale che puniva come “abuso sessuale” qualunque atto sessuale che coinvolgesse un minore di 15 anni. L’età del consenso in Turchia è 18 anni ma i matrimoni di bambine sono molto diffusi, specialmente nel sudest del Paese.

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