Teatro Valle, parte il restauro: lavori al via nel 2017 Il Campidoglio annuncia la riqualificazione. Saranno coinvolti anche gli ex occupanti

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Teatro Valle

Habemus datam: con l’avvento del nuovo anno dovrebbero partire finalmente i lavori di restauro al Teatro Valle. E’ quanto annunciato dall’assessore alla Cultura del Comune di Roma, Luca Bergamo, nel corso di un’intervista all’Ansa: “Secondo l’accordo di valorizzazione tra Comune, Mibact e Demanio dello Stato che abbiamo trovato – spiega – ci saranno tre fasi: si partirà con la verifica degli impianti e la manutenzione ordinaria, si andrà avanti con la messa a norma per concludere con il restauro”.

Certamente una buona notizia. A Roma, pronunciare il nome del Teatro Valle equivale a spargere sale su una ferita ormai quasi decennale. A seguito della chiusura stabilita dal Comune di Roma nel 2010, trascorse solo un anno prima dell’inizio dell’occupazione, più volte criticata, da parte di alcuni gruppi di attivisti, protrattasi fino al 2014, quando la giunta Marino decretò lo sgombero della sala. Una decisione, tuttavia, al quale non fecero seguito particolari iniziative per una futura riqualificazione, di fatto lasciando i sipari abbassati come lo erano stati nei precedenti quattro anni.

Fino alla sua soppressione, avvenuta con il Decreto di legge n. 78 del maggio 2010, il Teatro Valle figurava tra le proprietà dell’Ente teatrale italiano (Eti). Successivamente, il protocollo d’intesa stipulato fra il Ministero dei Beni culturali, nuovo gestore, e il Comune di Roma, a giugno 2011, aveva stabilito il passaggio di testimone proprio all’amministrazione capitolina. Nemmeno due mesi dopo, ad accordi non ancora formalizzati, gli attivisti della neonata fondazione “Teatro Valle Bene Comune” avviarono l’occupazione della sala, allestendo al suo interno laboratori teatrali e attività culturali.

Lo sgombero disposto dall’ex sindaco divise l’opinione pubblica tra chi sosteneva la valenza culturale delle attività intraprese dagli occupanti e chi ne lamentava il dannoso abusivismo senza aver prodotto risultati rilevanti in termini artistici. Di qui, l’avvio di un nuovo processo di riqualificazione il quale, a conti fatti, ha portato a ben pochi tentativi per restituire il Valle alla cittadinanza. Eppure, a seguito dell’annunciato inserimento del teatro all’interno del Patrimonio culturale romano (iter stabilito in un tavolo tecnico dell’aprile del 2015 e, a oggi, ancora non completato), ben 3 milioni di fondi erano stati stanziati per avviare almeno i lavori di restauro architettonico e strutturale.

Da allora, invece, il Valle (inaugurato nel 1727) si è trasformato in una delle tante cattedrali del degrado sparse per la Capitale, tra infiltrazioni d’acqua, disagi strutturali e parcheggi abusivi davanti alle sue porte e con l’affido in custodia temporanea allo Stabile di Roma. Questo, almeno, fino al 10 novembre scorso, quando l’assessore Bergamo ha finalmente annunciato la data di inizio dei lavori a gennaio 2017. Un progetto che, stando alle sue parole, andrà a coinvolgere anche i vecchi occupanti: “Verranno coinvolti nel futuro del teatro? Questi erano i termini dell’accordo raggiunto con loro quando lo lasciarono. Non vedo perché non debba essere mantenuto. Le modalità dovranno essere viste e discusse anche con il Teatro di Roma, ma l’esperienza del Valle va preservata. Nel 2011 queste persone si sono prese cura del teatro e lo hanno tenuto in vita per tre anni, con un intervento di cui dobbiamo essere grati”.

Stavolta, quindi, dovremmo davvero esserci. Il recupero di un così importante patrimonio storico vale bene l’allestimento di un cantiere che possa spazzare via le tracce di un abbandono durato troppo a lungo. Sperando, ovviamente, che non sia un cantiere di San Pietro.

 

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