Nordcoreani tenuti per giorni all’oscuro dell’elezione di Trump

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La notizia dell’elezione di Donald Trump quale 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America ha fatto il giro del mondo. O quasi. Infatti in Corea del Nord sembra non essere mai arrivata. Se nel resto del pianeta, dall’8 novembre scorso, non si fa altro che parlare della (inattesa) vittoria del candidato repubblicano sulla democratica Hillary Clinton, il regime di sorveglianza che vige in Nord Corea con Kim Jong-un, leader supremo della Repubblica Popolare Democratica, ha imposto ai media di Stato – come riporta indy100 – di non rivelare al popolo l’esito dell’elezioni americane.

Il fatto curioso e allarmante al tempo stesso è stato riportato dal giornalista della Bbc, Chris Greenway, in un tweet. “È lunedì in Corea del Nord e i media di stato sembra che non abbiano detto alla popolazione i risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti”. Non si tratta di antipatia personale dei Kim verso Trump, della cui vittoria si sono recentemente complimentati insieme ai leader di Cina e Russia, ma di un tipico modus operandi della Corea del Nord.

Chris Greenway ha infatti spiegato che c’è già stato un precedente nel 2008, quando impiegarono tre giorni per diffondere la notizia della vittoria del democratico afroamericano Barack Obama, che fu poi comunicata in tre fasi il venerdì dopo le elezioni. Il reporter, sempre con un tweet, ha poi rivelato un ultimo aggiornamento sulla comunicazione in Nord Corea: “Il 14 novembre l’unica notizia proveniente dagli Stati Uniti che è stata diffusa durante il telegiornale della sera è quella che riguarda il terremoto in Oklahoma”. Sul “terremoto Trump”, dunque, ancora silenzio assoluto.

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