Creati abiti ispirati al film “Ritorno al futuro”: si caricano a energia solare I tessuti hi-tech sono utili per alimentare smartphone e altri dispositivi indossabili

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Un nuovo tipo di tessuto hi-tech, creato da Jayan Thomas, esperto di nanotecnologie all’Università della Florida, potrebbe proiettarci nel mondo immaginifico di Ritorno al Futuro, film cult fantascientifico degli anni ’80. Proprio quella pellicola, in cui si vedeva il protagonista Marty McFly che indossa una giacca autoasciugante e autoregolante, ha dato l’ispirazione al ricercatore californiano. “Il film è stato di grande ispirazione per me”, racconta Thomas che, grazie ad un nuovo tessuto hi-tech realizzato con un filo che combina celle solari e batterie per l’accumulo cucito su una normale giacca, la trasforma in una batteria solare per alimentare computer e sensori indossabili.

“Se riuscissimo a sviluppare vestiti o tessuti auto-ricaricanti, potremmo realizzare tutte quelle fantasie cinematografiche: questa è la cosa stupenda”. Immergendosi nella saga, il ricercatore ha avuto l’illuminazione: “in laboratorio produciamo celle solari e tecnologie per l’accumulo energetico. Perché allora non combinare insieme questi dispositivi?”. Il tessuto da “Ritorno al futuro” potrebbe dunque presto diventare realtà: per ricaricare lo smartphone, ad esempio, basterebbe tenerlo in tasca. A indicarlo sono gli esperimenti pubblicati su Nature Communications.

Per arrivare all’oggetto finale, Thomas ha dovuto costruire dei filamenti fatti con sottilissime strisce di rame, flessibili e leggere, che hanno una cella solare da un lato e strati per l’accumulo di energia dall’altro. I ricercatori hanno poi lavorato i filamenti con un piccolo telaio da tavolo, ottenendo i primi tessuti hi-tech.

Grazie alla giacca creta da Thomas si può sfruttare l’energia solare per ricaricare smartphone, sensori per la salute ed altri gadget elettronici. Ma gli impieghi sarebbero molto più estesi. “Un’importante applicazione di questa tecnologia potrebbe essere in campo militare”, spiega lo stesso Thomas. “Pensiamo ad esempio ai soldati in Iraq o Afghanistan, che camminano sotto il sole. Alcuni di loro portano quasi 14 chili di batterie addosso. Un indumento come il nostro potrebbe catturare e accumulare energia allo stesso tempo ogni volta che c’è il sole”. Altre potenziali applicazioni riguardano le auto elettriche, che potrebbero ricaricarsi ogni volta che vengono esposte al sole. Il prossimo passo? Forse lo skateboard levitante del giovane McFly!

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