Yemen: Kerry annuncia l’accordo per la tregua, Aden smentisce Il segretario di Stato: "Cessate il fuoco di 72 ore". Il governo filo saudita: "Non ne sappiamo nulla"

199
yemen

John Kerry ha annunciato di aver raggiunto un accordo tra le parti in guerra in Yemen, ma è stato poco dopo smentito dallo stesso governo filo-saudita di Aden che ha respinto l’intesa proclamata da Kerry alla fine della sua visita di nel Golfo. Dopo aver incontrato a Mascate, in Oman, una delegazione degli insorti yemeniti Huthi, vicini all’Iran, Kerry ha detto che questi sono d’accordo nel metter fine alle ostilità a partire da dopodomani a patto che le forze governative del presidente Abed Rabbo Mansur Hadi, sostenuto dall’Arabia Saudita, facciano altrettanto.

Il segretario di Stato Usa ha anche affermato che gli Huthi sono pronti a partecipare a un “governo di unità nazionale” da formare entro la fine dell’anno. “In Yemen – ha aggiunto Kerry – non ci sono solo sfide politiche, economiche e alla sicurezza, ma c’è un vero e propri disastro umanitario”. L’alto responsabile americano ha poi affermato che “tutte le parti con cui abbiamo parlato sono d’accordo nel dire che non esiste la soluzione militare” a un conflitto in corso dal 2014 e che si è innescato nel caos seguito alla repressione delle proteste popolari del 2011. Ma è stato smentito poco dopo dal ministro degli esteri del governo filo-saudita del presidente Hadi. Il ministro Abdelmalek Mekhalfi ha scritto sul suo account Twitter che “il governo non sa nulla dell’accordo (annunciato da Kerry) e che quello che ha detto Kerry non riguarda il suo governo”.

Mekhalfi ha aggiunto che le dichiarazioni di Kerry dimostrando la volontà di trovare un accordo senza il governo di Aden. Il presidente Hadi aveva già respinto in precedenza un “piano di pace” proposto dall’Onu giudicato però troppo favorevole agli insorti Huthi. Questi tra il 2013 e il 2014 si sono impossessati con le armi di ampie porzioni dello Yemen, cacciando il presidente Hadi in Arabia Saudita. Da allora il regime di Riad ha avviato una campagna aerea contro gli Huthi, facendo salire in maniera esponenziale bilancio di morte delle violenze in corso già dal 2011.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS