Missione in Antartide alla ricerca del ghiaccio più antico del pianeta Progetto triennale, finanziato per 2,2 milioni di euro. L'obiettivo: una carota di ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa

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Antartide

Un’imponente spedizione in Antartide alla ricerca di una carota di ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa: dieci Paesi europei uniscono le proprie forze per tentare di aggiungere un importante tassello alla storia climatica del nostro pianeta. Il progetto, che coinvolgerà numerosi istituti di ricerca ed università d’Europa, è denominato “Beyond epica – Old ice” (BE-OI), avrà durata triennale (2016-2019) e verrà finanziato per circa 2,2 milioni di euro dalla Commissione europea.

Gli scienziati del Vecchio Continente, riuniti in un unico grande team, si inoltreranno lungo la calotta polare antartica alla ricerca del punto più indicato dal quale estrarre, tramite processo di carotaggio, una sezione di ghiaccio che, secondo le intenzioni, dovrebbe consentire di ottenere informazioni sul clima terrestre addirittura anteriori rispetto a quelle attualmente conosciute, risalenti a 800 mila anni fa.

Un’impresa davvero “epica”, possibile grazie all’analisi in laboratorio delle particelle di aria contenute all’interno delle cosiddette “carote” di ghiaccio, la composizione delle quali resta la medesima dell’epoca della loro formazione. Tale studio consente di ottenere informazioni sull’atmosfera che circondava la Terra in tempi remoti e, in questo modo, ricostruire più accuratamente le tappe climatiche che hanno segnato le linee di confine tra le varie ere geologiche, migliorando la capacità di previsione dei cambiamenti atmosferici futuri.

Le attuali conoscenze scientifiche in merito, hanno consentito di stabilire che le interruzioni temporali tra le varie glaciazioni, nel periodo antecedente alla cosiddetta transizione di metà Pleistocene, si verificavano ogni 40 mila anni circa. Travalicato tale limite, i periodi tra una glaciazione e l’altra si sono allungati fino a 100 mila anni: una conoscenza che giunge dall’analisi dei depositi sedimentari, privi tuttavia di particelle in grado di fornire dati sulla composizione dell’atmosfera e dei suoi gas.

Proprio allo scopo di ovviare a questa lacuna, climatologi, geologi e glaciologi europei hanno deciso di allestire una ricerca congiunta tra i ghiacci dell’Antartide, avvalendosi di innovative tecniche di perforazione. La prima fase della missione, sarà stabilire lo spessore della calotta polare in due differenti punti del pack, sia via terra che via aerea. Lo scopo di questa operazione è di stabilirne l’età geologica attraverso l’osservazione degli accumuli di neve e dei flussi di ghiaccio verso la costa. L’identificazione dei potenziali punti di perforazione, come spiegato dal professor Olaf Eriksen, dell’Alfred Wegener Institute e coordinatore della spedizione, è il risultato di un accurato processo di studio, giunto finalmente in fase di verifica.

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