Egitto, annullata la condanna a morte di Morsi. Giudici: “Processo da rifare” La Cassazione ha accolto il ricorso dell'ex presidente. Doveva essere giustiziato per l'evasione di massa dei vertici dei Fratelli Musulmani dal carcere di Wadi el-Natroun

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La corte di Cassazione egiziana ha annullato la sentenza di condanna a morte dell’ex presidente egiziano Mohammed Morsi. I giudici hanno deciso che il processo si deve rifare.

Secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie egiziane, i magistrati del Cairo hanno infatti accettato il ricorso presentato da Morsi e ha annullato la sentenza della Corte d’assise del maggio 2015, che aveva decretato l’estremo supplizio per Morsi e altri cinque dirigenti della Fratellanza Musulmana, tra cui la guida suprema Mohamed Badie. La Cassazione ha anche annullato le condanne all’ergastolo per altre 21 persone condannate nello stesso procedimento giudiziario.

L’ex presidente era stato condannato per l’evasione di massa dei vertici dei Fratelli Musulmani dal carcere di Wadi el-Natroun avvenuta nel gennaio 2011 durante la quale furono uccisi diversi agenti.

Morsi era stato eletto nel 2011, a seguito della rivolta che aveva portato alla cacciata di Mubarak. Ma nel luglio 2013 un nuovo golpe militare aveva provocato la sua caduta. Morsi era stato successivamente arrestato e poi condannato a 20 anni di carcere per l’uccisione dei manifestanti di fronte al palazzo presidenziale nel dicembre 2012.

Morsi era sotto processo anche per altri fatti. Un tribunale penale del Cairo l’aveva riconosciuto colpevole di aver rivelato segreti di Stato al Qatar. Era stato anche condannato, insieme a due giornalisti, a 15 anni di carcere aggiuntivi per aver sottratto documenti legati alla sicurezza di Stato.

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